Sarah Scazzi: sequestrato materiale nella cella di Michele Misseri, forse un suggeritore dietro le lettere scritte alle figlie

Si riaccendono i riflettori su Avetrana, grazie anche alle lettere scritte da Michele Misseri, in carcere per l’omicidio della nipote Sarah Scazzi, alle sue figlie, Valentina e Sabrina, quest’ultima detenuta da circa due mesi perchè indicata dal padre come esecutrice materiale del delitto.Tre lettere scritte di suo pugno, ma forse suggerite da qualcuno. E’ questa


Si riaccendono i riflettori su Avetrana, grazie anche alle lettere scritte da Michele Misseri, in carcere per l’omicidio della nipote Sarah Scazzi, alle sue figlie, Valentina e Sabrina, quest’ultima detenuta da circa due mesi perchè indicata dal padre come esecutrice materiale del delitto.

Tre lettere scritte di suo pugno, ma forse suggerite da qualcuno. E’ questa l’ipotesi degli investigatori che, ieri pomeriggio, si sono presentati nella cella di Misseri ed hanno sequestrato tutto il materiale cartaceo inerente quelle lettere.

I dubbi sono stati confermati dai legali della famiglia Scazzi, Walter Biscotti e Nicodemo Gentile:

Misseri, tenuto lontano da ogni fonte di condizionamento, ha raccontato, seppur parzialmente, il reale accadimento dei fatti. Ora, invece, è stato nuovamente risucchiato in quel vortice familiare che lo vuole surrettiziamente unico colpevole di un omicidio commesso però anche da altri. Se non vi sono dubbi sul fatto che queste strane lettere siano riconducibili alla mano di Misseri, moltissimi se ne adombrano sulla spontaneità dell’iniziativa e sulla veridicità del contenuto che sembra ispirato dalla solita regia. Siamo certi che tali missive si riveleranno un vero e proprio boomerang per la posizione processuale di entrambi gli indagati.


I dubbi assalgono anche chi ha avuto modo di leggere le tre lettere, differenti tra loro per quanto riguarda gli errori grammaticali. Si legge su La Voce Di Manduria:

E’ fin troppo evidente, infatti, il differente stile tra la lettera che Michele scrive alla figlia Valentina l’undici dicembre con quella successiva del 24 indirizzata a Sabrina. Troppo sgrammaticata la prima, sufficientemente corretta la seconda. Ecco i due esempi: «Io piango sempre che non mi so spiegare cuello che mi sia successo percè nesuno mi crede tutto il mondo mi scriva e dici che io sto coprendo Sabrina ma io non so che cè di speciale». Così invece a Sabrina «Stavano scrivendo la verità però mi hanno detto che se non faccio quella confessione dovevano arrestare la mamma e zio Carmelo io per non mettere altri innocenti o dovuto fare la falsa. So che è dficile chiederti perdono, lo so che sei innocente». Elementi questi che potrebbero essere oggetto di attento studio da parte di esperti che la procura potrebbe incaricare allo scopo.

Nel frattempo, ne parlavamo ieri, si attende la decisione dei giudici dell’appello che dovranno esprimersi sulla richiesta di scarcerazione inoltrata dai legali di Sabrina Misseri.

Poi, a sorpresa, è emerso un caso di presunte molestie sessuali risalente a circa quindici anni fa, che ha visto protagonista proprio Michele Misseri.

Una donna, su invito di Cosima, moglie di Michele, si è recata dagli avvocati di Sabrina Misseri ed ha raccontato di esser stata vittima, quindici anni fa, di un tentativo di molestie sessuali da parte dell’imputato. Un’altra mossa per screditare Michele Misseri? Staremo a vedere.

Via | La Voce Di Manduria

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