Sarah Scazzi: chiesto incidente probatorio per le lettere di Michele Misseri a Sabrina

Michele Misseri «lontano da ogni fonte di condizionamento, ha raccontato, seppur parzialmente, il reale accadimento dei fatti. Ora, invece, è stato nuovamente “risucchiato” in quel vortice familiare che lo vuole surrettiziamente unico colpevole di un omicidio commesso però anche da altri». A parlare sono gli avvocati Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, legali della famiglia di

Michele Misseri «lontano da ogni fonte di condizionamento, ha raccontato, seppur parzialmente, il reale accadimento dei fatti. Ora, invece, è stato nuovamente “risucchiato” in quel vortice familiare che lo vuole surrettiziamente unico colpevole di un omicidio commesso però anche da altri».

A parlare sono gli avvocati Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, legali della famiglia di Sarah Scazzi la 15enne uccisa il 26 agosto ad Avetrana. Il riferimento è alle lettere, ne parlavamo ieri, inviate da Michele Misseri, zio della vittima, alle figlie Valentina e Sabrina. Missive in cui Misseri scagiona quest’ultima dicendo di averla accusata falsamente dell’omicidio della cugina Sarah Scazzi: il contrario di quanto l’uomo aveva affermato in sede di incidente probatorio.

Nel frattempo i legali di Sabrina Misseri hanno depositato questa mattina alla cancelleria del gip del Tribunale di Taranto Martino Rosati una richiesta di incidente probatorio sulle due missive.

Secondo i legali della famiglia Scazzi: «Se non vi sono dubbi sul fatto che “queste strane lettere” siano riconducibili alla mano di Misseri moltissimi se ne adombrano sulla spontaneità dell’iniziativa e sulla veridicità del contenuto che sembra ispirato dalla solita regia». E ancora: «la dinamica concorsuale è avvalorata da attendibili testimonianze e dimostrate circostanze di fatto che non lasciano spazio a letture alternative della vicenda, vanificando dunque il forzato tentativo di Misseri di scagionare la propria figlia. Siamo certi che tali missive si riveleranno un vero e proprio boomerang per la posizione processuale di entrambi gli indagati».

Scrive stamattina La Gazzetta del Mezzogiorno:

Le lettere consegnate dagli avvocati Franco Coppi e Emilia Velletri al procuratore aggiunto Pietro Argentino al termine dell’interrogatorio di sabato scorso non sembrano destinate a cambiare il corso dell’inchiesta, anche perché, tra l’altro, non si capisce qual è la logica che spinge Misseri a giungere alla conclusione che è meglio che in carcere ci sia la figlia Sabrina piuttosto che la moglie e il fratello Carmine. «Il nostro punto di riferimento restano le dichiarazioni di Michele Misseri nell’incidente probatorio del 19 novembre. Nel frattempo stiamo raccogliendo una montagna di materiale che valuteremo con massima attenzione» dice il procuratore capo Franco Sebastio che ha assistito all’interrogatorio in carcere del contadino di Avetrana. 

«Nell’incidente probatorio – ricorda Sebastio – Michele Misseri è stato interrogato per dieci ore dal gip, dai pm, dai difensori dello stesso indagato e di Sabrina. Quello che è emerso lo sapete». Entro fine mese, probabilmente la Procura risentirà nuovamente Misseri, chiedendo al gip Martino Rosati una seconda puntata dell’incidente probatorio dello scorso 19 novembre, una eventualità sulla quale Sebastio non si sbilancia. «È possibile ma sempre inquadrando questa circostanza in un complesso enorme di altre circostanze». 

E c’è una seconda lettera che Misseri ha inviato a Sabrina, il 10 gennaio, in cui l’uomo ribadirebbe l’innocenza della figlia e, sapendo del suo dimagrimento da una guardia carceraria, chiederebbe notizie sulle sue condizioni psicologiche.

Per domani mattina è prevista l’udienza al Tribunale dell’appello sul ricorso presentato dagli avvocati di Sabrina Misseri contro il rigetto dell’istanza di scarcerazione presentata al gip il 17 dicembre scorso. Intanto gli investigatori si stanno occupando anche dei tentativi di depistaggio che sarebbero stati messi in atto durante le indagini:

Al vaglio degli inquirenti c’è il racconto fatto da Carmine Misseri, fratello di Michele, sulle strane visite che avrebbe ricevuto da Cosima ed Emma Serrano, moglie e cognata di Michele, riguardo un cellulare. Sabato pomeriggio le due donne hanno consegnato spontaneamente ai militari due telefonini in uso a Sabrina, mai sequestrati in quanto erano già in possesso degli investigatori i tabulati del traffico dei due apparecchi in questione e dunque non c’era l’esigenza investigativa di acquisirli agli atti. 

Carmine Misseri ieri, parlando con i giornalisti ha detto: «Sono tranquillo come sempre, io non so nulla. Ho detto tutta la verità, sebbene avessi potuto avvalermi della facoltà di non rispondere. Non ho niente da nascondere». Il fruttivendolo di Manduria ha poi ricordato che «durante i 42 giorni delle ricerche di Sarah ho lavorato con Michele solo tre giorni, poi non l’ho più visto. Sembrava che non si accorgesse nemmeno di quello che stava succedendo, era tranquillo. Michele diceva sempre “Speriamo di trovarla e quando la troveremo faremo una festa”». 

Un altro tentativo di depistaggio avrebbe visto come vittima Ivano Russo, che sarebbe stato avvicinato con l’obiettivo di convincerlo a cambiare la sua versione dei fatti riguardo il rapporto che aveva con Mariangela Spagnoletti, teste chiave contro Sabrina Misseri.

Via | La Gazzetta del Mezzogiorno

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