Mafia, estorsioni: 6 arresti DIA a Partinico e Carini. I nomi

Blitz antimafia questa mattina nel Palermitano dove sei persone sono state arrestate con l’accusa di far parte delle famiglie mafiose di Partinico e Carini. In manette sono finiti: Calogero Giovan Battista Passalacqua, 70 anni, detto “Battistuni”, cui sono stati concessi gli arresti domiciliari; Vito Failla, 45 anni; Giacomo Lo Duca, “furchetta”, 58 anni; Andrea Lo

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Blitz antimafia questa mattina nel Palermitano dove sei persone sono state arrestate con l’accusa di far parte delle famiglie mafiose di Partinico e Carini.

In manette sono finiti: Calogero Giovan Battista Passalacqua, 70 anni, detto “Battistuni”, cui sono stati concessi gli arresti domiciliari; Vito Failla, 45 anni; Giacomo Lo Duca, “furchetta”, 58 anni; Andrea Lo Duca, 30 anni. Un’ ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata notificata a Leonardo Vitale, 25 anni, e Alessandro Arcabascio, 38, già detenuti.

Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, tentata estorsione ed estorsione aggravata ai danni di imprenditori del settore edile.

Durante l’attività investigativa sarebbero stati intercettati e registrati degli incontri in cui i presunti estorsori imponevano le modalità e i tempi di pagamento del pizzo agli imprenditori.

Gli arresti sono stai eseguiti dalla Dia. L’indagine è stata coordinata dal procuratore aggiunto presso la Dda di Palermo Antonio Ingroia e dai sostituti procuratori Gaetano Paci e Francesco del Bene.

In occasione dei sedici arresti di gennaio 2009, che assestarono un duro colpo ai clan di Partinico, gli investigatori spiegarono l’importanza strategica dell’area “cerniera fra la mafia trapanese, che ha come capo indiscusso Matteo Messina Denaro, e quella palermitana, che ha storicamente ricoperto sempre un ruolo centrale negli equilibri di Cosa nostra siciliani e internazionali”. Dall’archivio di Repubblica:

Dopo l’arresto del boss Vitale, negli ultimi anni, il mandamento di Partinico-Borgetto è stato al centro di una vera e propria faida tra famiglie mafiose rivali che negli ultimi tre anni, ha causato almeno sette vittime. Per essere sicuri che i loro piani di morte andassero a buon fine, gli uomini del clan di Partinico si esercitavano a sparare sui cani randagi nelle campagne di Borgetto.

Ci fu un caso in cui i carabinieri all’ascolto delle microspie installate sulle auto di tre “picciotti”, registrarono i piani per uccidere un rivale e gli spari esplosi contro gli animali. E a Palermo (…) sono stati confiscati ad Antonino Rotolo, il capo mandamento della famiglia mafiosa di Pagliarelli, beni per oltre 2 milioni di euro. Nino Rotolo è una delle figure chiave nell’organigramma mafioso palermitano, per avere diretto Cosa nostra nella città di Palermo. (…) Proprio in un box di pertinenza sono avvenuti gli incontri tra Rotolo e gli altri associati mafiosi, nel corso dei quali erano state delineate le strategie criminali.

Nel 2009 all’ex boss pentito di Carini vennero concessi i domiciliari. Da Hercole:

Il pentito Gaspare Pulizzi, ex boss di Carini, finisce agli arresti domiciliari. ne parla oggi il Giornale di Sicilia. Pulizzi era stato catturato con i boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo, il 5 novembre 2007 a Giardinello, reo confesso di alcuni omicidi.Il tribunale del riesame di Palermo ha accolto la richiesta del suo legale, l’avvocato Federico Stellari, poiché l’ex boss di Carini ha dato un notevole contributo alle indagini contro Cosa nostra.

Il processo per il quale l’ex capomafia di Carini era detenuto è quello per un’estorsione, che era costata al collaborante una condanna a due anni e sei mesi, con gli sconti di pena previsti per i pentiti. Ma adesso ha ottenuto i domiciliari. Per gli altri fatti, in particolare per i delitti, Pulizzi è a piede libero: essendo stato lui stesso a confessarli, la Procura non aveva chiesto provvedimenti cautelari. Scrive il presidente del collegio Gioacchino Natoli, relatore ed estensore del provvedimento: «La recisione di ogni contatto del Pulizzi con Cosa nostra appare incontrovertibile, il che indubbiamente attenua di molto le esigenze cautelari».

Via | GdS

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