Sarah Scazzi: Michele Misseri scrive una lettera a Sabrina. “Perdonami se ti ho dato la colpa, sono stato costretto a fare la falsa”

Ancora un colpo di scena nel caso dell’omicidio di Sarah Scazzi, la 13enne uccisa ad Avetrana il 26 agosto dello scorso anno. Per quel delitto si trovano in carcere Michele Misseri, zio della vittima, e la figlia Sabrina: il primo ha confessato, la seconda è stata chiamata in causa dal padre. Michele, ne abbiamo parlato


Ancora un colpo di scena nel caso dell’omicidio di Sarah Scazzi, la 13enne uccisa ad Avetrana il 26 agosto dello scorso anno.

Per quel delitto si trovano in carcere Michele Misseri, zio della vittima, e la figlia Sabrina: il primo ha confessato, la seconda è stata chiamata in causa dal padre.

Michele, ne abbiamo parlato in passato, ha più volte cambiato la sua versione dei fatti. Nell’ultima, quella fornita nel corso dell’incidente probatorio, attribuisce l’intera responsabilità del delitto alla figlia Sabrina, sostenendo di essere intervenuto solo a cose fatte, per disfarsi del cadavere.

Ora il contadino di Avetrana cambia ancora versione e lo fa in una lettera inviata alla figlia Sabrina.

Cara Sabrina,
sono io che scrivo, papà. Perdonami se ti ho dato la colpa, ma io non volevo, sono stato costretto a fare la falsa perché io mi sono sentito ricattato. Stavano scrivendo la verità però mi hanno detto che se non faccio quella confessione dovevano arrestare la mamma e zio Carmelo. Per non mettere altri innocenti in mezzo ho dovuto fare la falsa.
So che è difficile chiederti perdono, io so che sei innocente. Tutte le sere dico la preghierina per te e per Sarah e io per te e per Sarah ho due pesi sopra lo stomaco che sono così pesanti che non ci riesco più a sopportarli. Spero che finisca tutto in fretta. Ho richiesto ai giudici e ai miei avvocati che a gennaio mi interroghino per l’ultima volta. Sabrina ti chiedo un favore, se vuoi fare colloquio con papà devi fare una domandina e anche io faccio una domandina, così ci fanno fare un colloquio.

La lettera, pubblicata oggi da La Repubblica, è stata depositata ieri dai legali di Sabrina Misseri – Franco Coppi, Emilia Velletri e Vito Russo – con l’invito ai magistrati di valutarla.

Noi attribuiamo molta importanza a quelle lettere e il riconoscimento da parte di questo signore di averle scritte spontaneamente, secondo noi, è un risultato abbastanza importante. Adesso vedremo che cosa il pubblico ministero ritiene di fare. Indipendentemente dal decreto di secretazione del pubblico ministero, forse qualcuno pensava che noi saremmo venuti qui per sentire la quinta, sesta o decima versione di Misseri. Noi fin dal primo momento avevamo interesse solo a ottenere una verifica di queste lettere, questa era la ragione.

Che la lettera sia stata scritta da Michele Misseri è stato confermato ieri dallo stesso, interrogato dai legali della figlia.

Michele, rispettando il decreto di secretazione, non ha risposto alle domande degli avvocati, ma si è limitato a confermare di essere l’autore della lettera scritta a Sabrina e di una simile inviata all’altra figlia, Valentina.

I magistrati, almeno per ora, non ritengono che questa lettera abbia molto valore:

La verità di Michele, riconosciuta sia dal gip sia dal Riesame, è quella dell´incidente probatorio. Ci sono una serie di elementi pratici che lo dimostrano.

Nel frattempo le indagini proseguono: si cerca di fare chiarezza, rivelano gli inquirenti, sull’eventuale presenza di un terzo complice e sugli spostamenti fatti da Ivano Russo, il giovane conteso tra Sabrina Misseri e Sarah Scazzi, quel 26 agosto.

Via | La Gazzetta Del Mezzogiorno

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