Novara, omicidio Simona Melchionda: arrestata Ilaria Mortarini, convivente Luca Sainaghi

A 7 mesi di distanza dall’arresto del carabiniere Luca Sainaghi per l’omicidio di Simona Melchionda, la 25enne novarese con cui l’uomo aveva avuto una relazione, il colpo di scena. In manette è finita infatti Ilaria Mortarini, convivente di Sainaghi fino al fermo di quest’ultimo. «Abbiamo chiesto e ottenuto – ha spiegato ieri il procuratore della

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A 7 mesi di distanza dall’arresto del carabiniere Luca Sainaghi per l’omicidio di Simona Melchionda, la 25enne novarese con cui l’uomo aveva avuto una relazione, il colpo di scena. In manette è finita infatti Ilaria Mortarini, convivente di Sainaghi fino al fermo di quest’ultimo.

«Abbiamo chiesto e ottenuto – ha spiegato ieri il procuratore della Repubblica, Francesco Saluzzo – la custodia cautelare in carcere per la giovane Ilaria Mortarini. L’accusa, per la donna, è quella di concorso in omicidio premeditato».

Gli inquirenti sospettavano che la donna potesse avere avuto un ruolo nel delitto già da luglio, quando Sainaghi era stato tratto in arresto.


Simona Melchionda, scomparsa dalla sua casa di Oleggio (Novara) il 6 giugno, venne uccisa con un colpo di pistola alla testa esploso da Sainaghi con la pistola d’ordinanza.

L’uomo confesserà l’omicidio circa un mese dopo dicendo di aver abbandonato il corpo senza vita della ragazza nel Ticino, nella zona di San Giorgio di Pombia.

Era stata la stessa convivente ad “incastrare” il carabiniere come si legge su La Stampa:

Ilaria Mortarini, 24 anni, la compagna di Luca Sainaghi, il carabiniere arrestato per l’omicidio di Simona Melchionda, martedì scorso era venuta in redazione a La Stampa, in corso della Vittoria a Novara. Quel titolo: «Il mistero della ragazza del carabiniere», e il servizio apparso sull’edizione nazionale del giornale che ha messo sull’allerta anche i vertici dell’Arma, a Roma, non le andava giù. Voleva replicare, spiegarsi, difendere il «suo» uomo. Invece, ha svelato la chiave del giallo. «Abbiamo sentito Simona il giorno in cui è scomparsa, domenica 6 giugno», ha raccontato la giovane, 24 anni, casalinga, un figlio avuto a 17 anni da una precedente relazione, che ha accettato di riprendere la convivenza con il nuovo compagno dopo che questi era stato in vacanza in Giamaica con un’altra fiamma quando lei era incinta di cinque mesi.

«Dovevamo vederci per chiarire – ha spiegato -, per dirle di lasciarci in pace: volevamo fare la nostra vita. Poi tutto è saltato, lei ci ha avvisato troppo tardi che era in giro con amici, noi non ce la siamo sentita di raggiungerla a mezzanotte». Una versione che contraddice quella del carabiniere, come avranno modo di notare anche i colleghi di Novara leggendo il mattino dopo l’articolo apparso sulle cronache locali de La Stampa. Pochi giorni prima, al telefono, l’uomo era stato categorico: «Non sento e non vedo Simona da gennaio». Tutto falso. Anche i tabulati del cellulare poi l’hanno smentito. (…) Quando ha visto l’ultima volta Simona? «Il 27 dicembre. Luca l’ha sentita al telefono la domenica in cui è scomparsa. Poi, più niente. Spero che torni, così la smette anche di far preoccupare inutilmente i suoi».

La donna è stata arrestata ieri mattina dai carabinieri di Novara e si trova in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Via | OkNovara
Foto | Flickr