Perugia, Antonio Leandri accusato per l’omicidio padre Olinto. Si cercano martello e coltello

È in carcere con l’accusa di omicidio volontario Antonio Leandri, insegnante precario di 53 anni. Dopo la confessione shock, in cui avrebbe ammesso di aver ucciso il padre a colpi di martello per poi smembrarne il cadavere con un grosso coltello, i carabinieri sono andati alla ricerca delle altre parti del corpo di Olinto Leandri,

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È in carcere con l’accusa di omicidio volontario Antonio Leandri, insegnante precario di 53 anni. Dopo la confessione shock, in cui avrebbe ammesso di aver ucciso il padre a colpi di martello per poi smembrarne il cadavere con un grosso coltello, i carabinieri sono andati alla ricerca delle altre parti del corpo di Olinto Leandri, 87 anni.

Un femore, parte della spina dorsale e un braccio erano stati già rinvenuti a fine dicembre in un recinto in cui vengono addestrati i cani da cinghiale sul Monte Tezio, nelle campagne di Bagnolo. La testa dell’uomo è stata ritrovata ieri, cementata in un secchio gettato in un corso d’acqua a San Terenziano.

“Una lite banale che ha rinfocolato vecchi rancori, una situazione familiare complessa” ha spiegato il magistrato inquirente. Secondo gli investigatori dopo il delitto, avvenuto tra Natale e S. Stefano a fine novembre nell’abitazione di famiglia in via Cartolari a Perugia, Leandri avrebbe ripulito l’appartamento dalle tracce di sangue prima di prendere l’auto del genitore e disseminarne i resti. Riscontri in questo senso sarebbero arrivati grazie all’utilizzo del luminol.

Intanto gli uomini del reparto operativo dei carabinieri insieme ai sommozzatori stanno cercando nel fiume Chiascio il coltello con cui Leandri avrebbe smembrato il corpo del genitore dopo averlo ucciso colpendolo alla testa con un martello che invece sarebbe stato gettato nel Tevere in zona Ponte San Giovanni.

Via | Umbria24.it