Traffico di organi, arrestato a Fiumicino ex ufficiale israeliano

Tauber Gedalya, ex alto ufficiale israeliano, è stato arrestato all’aeroporto di Fiumicino con l’accusa di traffico di organi umani. Era latitante dal 2010 e ricercato in tutto il Mondo.

Si è conclusa ieri sera all’aeroporto di Fiumicino, dopo tre anni, la latitanza di un ex ufficiale israeliano ricercato in tutto il Mondo per traffico di organi umani.

La Polizia di Frontiera, in collaborazione con l’Interpol, ha identificato l’uomo all’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino e ha fatto scattare le manette. L’uomo, Tauber Gedalya, 77 anni, era latitante dal 29 ottobre 2010, quando il Tribunale dello stato brasiliano di Pernambuco emise un mandato di cattura internazionale dopo aver condannato l’ex ufficiale all’ergastolo per il reato di traffico di organi umani.

L’arresto è scattato quando l’uomo, arrivato a Fiumicino con un volo proveniente da Boston, aveva utilizzato un passaporto contraffatto e dai conseguenti accertamenti è emersa la sua vera identità. L’uomo è già stato rinchiuso nel carcere di Civitavecchia a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti, ha fatto sapere che al momento non risulta alcun collegamento tra l’ex ufficiale e il nostro Paese e ha precisato che

in questi casi nella gran parte non si tratta di persone uccise per gli organi, ma di donatori ‘deboli’ che vendono un rene a dei broker i quali hanno già trovato altri soggetti deboli, i pazienti, pronti ad acquistarli. Abbiamo di recente condotto un’indagine al Cnt proprio per monitorare negli ultimi due anni le liste d’attesa per il trapianto di rene. Ebbene, abbiamo seguito ogni paziente uscito dalle liste per vedere se ce ne fosse qualcuno ‘sparito misteriosamente’, senza trovarne nessuno. Oggi sono 7 mila i pazienti in Italia in attesa di un rene.

Le accuse contestate a Gedalya, infatti, arrivano dal Brasile. Lì, dal 2002,
l’uomo avrebbe organizzato e portato a termine l’asportazione di organi umani di 19 cittadini brasiliani consenzienti. Gedalya, con la complicità di alcuni cittadini locali, riusciva a far arrivare i “donatori” in Sud Africa, dove venivano sottoposti agli interventi di rimozione degli organi, principalmente reni, destinati ai cittadini facoltosi che li avevano richiesti.

In cambio questi “donatori volontari” hanno ricevuto un compenso variabile tra i sei e i 12mila dollari.

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