Turismo sessuale con minori: gli italiani sono tra i primi in classifica

Tra i turisti sessuali che ogni anno si spostano nei paesi in via di sviluppo in cerca di minorenni aumenta sempre di più il numero degli italiani. Ecco i dati dell’ultimo rapporto dell’Ecpat.

Le ultime statistiche sul turismo sessuale con minorenni sono agghiaccianti. Il fenomeno, complice anche il proliferare di voli a basso costo, è in costante crescita e gli ultimi dati diffusi da Ecpat, l’organizzazione che in 70 Paesi del mondo si batte contro lo sfruttamento sessuale dei minorenni, fanno rabbrividire: gli italiani, in passato fuori dal podio per numero di turisti sessuali, hanno raggiunto la vetta.

In Colombia, Brasile e Repubblica Dominicana gli italiani risultano essere i turisti sessuali più attivi insieme a quelli provenienti da Stati Uniti, Francia e Germania. In Kenya, invece, la situazione è ancora più allarmante: i turisti sessuali italiani sono al primo posto dopo i locali, seguiti dai tedeschi, dagli svizzeri e dai francesi.

L’Ecpat, nello stilare questo rapporto, è andata oltre e ha stilato un identikit di questi turisti sessuali sulla base degli elementi raccolti. E qui la cosa si fa inquietante: al di là della fascia di età, tra 20 e i 40 anni, chi va in cerca di sesso con minorenni è difficilmente identificabile: possono essere ricchi o poveri, sposati o single, provenire da un ambiente svantaggiato o avere un alto livello socio-economico.

Possono essere frequentatori abituali di quel Paese o soltanto turisti occasionali. A questo proposito Marco Scarpati, presidente di Ecpat Italia, sottolinea:

Sono giovani che a casa loro non farebbero mai queste cose e a cui tutti affiderebbero i propri bambini, ecco perché sono pericolosi. Noi li chiamiamo ‘travelling sex offender’ cioè persone che hanno atteggiamenti di abuso nella sessualità solo quando viaggiano. Ad esempio chi lavora nel business e che quindi è abituato a spostarsi per lavoro. Per cercare di risolvere questa situazione c’è bisogno di cooperazione giuridica internazionale perché questo è un crimine transfrontaliero.

Tra i Paesi più a rischio c’è il Kenya, in particolare le aree costiere di Malindi, Mombasa, Kalifi e Diani. Tra le 10.000 e le 15.000 bambine che vivono in quelle zone vengono coinvolte ogni anno nella prostituzione occasione, mentre il numero di quelle che vengono coinvolte a tempo pieno arriva a 3 mila. A rischio anche il Brasile, dove oltre 50 mila bambini vengono sfruttati sessualmente.

L’allarme arriva in vista dei Mondiali di Calcio 2014 che si terranno proprio in Brasile. Per questo motivo l’Ecpat e la Fiab hanno organizzato una campagna, “Un altro viaggio è possibile”, che partirà questa domenica in 29 città italiane per sensibilizzare la popolazione su questa emergenza e per chiedere che i prossimi mondiali siano a “impatto zero sui bambini”.

Per tutte le informazioni sulle iniziative in programma vi rimandiamo al sito ufficiale dell’associazione.