Truffe alle assicurazioni e riciclaggio: 20 arresti e 200 denunce

Gli indagati trasportavano in Marocco auto di grossa cilindrata dichiarate rubate in Italia e le rivendevano all’estero. L’organizzazione criminale si avvaleva della complicità dei proprietari delle automobili.

Acquistavano automobili di grossa cilindrata, ne denunciavano il furto così da ottenere il risarcimento da parte delle compagnie assicurative, poi trasportavano quelle automobili in Messico e le vendevano. Per questo sistema di truffe alle assicurazioni i finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno arrestato in queste ore 20 persone, cittadini italiani e marocchini, parte di un’organizzazione dedita proprio al traffico di auto di grossa cilindrata.

L’indagine è stata avviata dopo le segnalazioni di uno strano movimento di automobili in partenza dallo scalo portuale di Civitavecchia e dirette a Barcellona. Controlli più approfonditi hanno permesso di svelarle l’arcano: le automobili venivano acquistate in Italia, i proprietari ne denunciavano subito la scomparsa e le consegnavano ai membri dell’organizzazione che si preoccupavano di nasconderle e di farle arrivare in Marocco attraverso passando per la Spagna.

Mentre i proprietari riscuotevano il risarcimento da parte delle società assicuratrici, la banda di criminali utilizzava documenti falsi e portava le automobili lontane dall’Italia. Una volta arrivate in Marocco, le auto erano pronte per essere vendute all’estero.

Il giro d’affari dell’organizzazione è stato quantificato intorno agli 800 mila euro. Tra le auto utilizzate nel collaudato sistema c’erano prevalentemente Mercedes-Benz, Bmw e e Audi. Oltre alle venti persone finite in manette, le Fiamme Gialle hanno denunciato a piede libero circa 200 persone. Gli indagati devono rispondere a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla commissione dei delitti di simulazione di reato, ricettazione, riciclaggio, e truffa ai danni di compagnie assicurative.

Foto | Flickr

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