Genova: Carlo Trabona uccide la moglie, due vicini di casa e si toglie la vita

Le autorità non hanno dubbi: è stata la gelosia il movente del triplice omicidio commesso ieri mattina a Genova, nel quartiere Molassana, dal 74enne Carlo Trabona.L’uomo, muratore in pensione originario di Vallelunga, Caltanissetta, sospettava che la moglie, Antonina Scinta, 68 anni, lo tradisse con il vicino di casa, il 69enne Loreto Cavarretta, anche lui originario


Le autorità non hanno dubbi: è stata la gelosia il movente del triplice omicidio commesso ieri mattina a Genova, nel quartiere Molassana, dal 74enne Carlo Trabona.

L’uomo, muratore in pensione originario di Vallelunga, Caltanissetta, sospettava che la moglie, Antonina Scinta, 68 anni, lo tradisse con il vicino di casa, il 69enne Loreto Cavarretta, anche lui originario di Vallelunga.

Da tempo, raccontano le figlie della coppia, Trabona aveva iniziato a maltrattara la moglie, violenze mai denunciate alle autorità che ieri mattina sono sfociate in massacro.

Trabona ha deciso di affrontare il vicino di casa e presunto rivale in amore seguendolo in un bar di via Piacenza. Si legge su Il Giornale:

Lì i due hanno cominciato un’accesa discussione fino a quando l’ex muratore ha estratto una pistola e cominciato a sparare colpi verso Cavarretta che era accompagnato dal fratello Angelo. Il primo è stato colpito alla testa, il secondo, approfittando del fatto che la pistola si era inceppata, ha provato a scappare rifugiandosi in un supermercato della zona, ma l’anziano lo ha seguito ferendolo all’addome.


I due fratelli sono stati subito soccorsi e trasportati in ospedale, ma sono deceduti poco dopo il loro arrivo.

Nel frattempo la furia omicida di Trabona non si era placata: l’uomo è tornato a casa ed ha ucciso la moglie sparandole un colpo all’orecchio destro.

Poi è andato a casa di Cavarretta ed ha avvertito il figlio dell’uomo di quanto aveva appena commesso:

Ho ucciso tuo padre perché se la faceva con mia moglie.

Infine, mentre il giovane allertava le autorità, Trabona ha tentato di entrare nell’appartamento di un altro vicino, al quale è riuscito a confessare la sua intenzione di suicidarsi.

All’arrivo delle forze dell’ordine, il pensionato si è barricato in casa e quando gli agenti sono riusciti ad entrare, si è sparato un colpo alla tempia.

Questo il commento di Filippo Piritore, questore di Genova:

Oggi Genova ha vissuto una giornata di ordinaria follia che coinvolge numerose famiglie. Si tratta di un fatto gravissimo. L’indagine non è ancora conclusa e si devono compiere accertamenti su alcuni risvolti. Si è trattato dell’opera di un pazzo, di una persona nevrotica che per una pretesa gelosia ha colpito la moglie e chi riteneva essere l’amante e suo fratello. L’epilogo ci rammarica, ma abbiamo fatto tutto il possibile per arrestarlo vivo.

E’ interessante anche leggere la dichiarazione fatta da un lontano parente di Antonina Scinta:

Da tempo Trabona era ammalato ed era anche stato operato per seri problemi di salute. Difficile dire se il suo stato fisico gli abbia provocato anche problemi di depressione che potrebbe essere all’origine del drammatico gesto. Ormai in paese non avevano più nessun parente e venivano raramente. L’ultima volta credo tre o quattro anni fa, per vendere la vecchia casa di proprietà.

E, scavando nel passato dell’uomo, emergono un precedente per omicidio volontario e per associazione a delinquere, entrambi risalenti al 1962. Ne parla il Secolo XIX:

Oltre ad un precedente per omicidio volontario che alla polizia risulta risalire al 1962, a Vallebona (Caltanissetta), suo paese di origine, Carlo Trabona aveva anche un precedente per associazione a delinquere, sempre risalente a quegli anni. È quanto emerso in una conferenza stampa stasera in questura. «Sembrerebbe che Trabona non appartenesse alla criminalità organizzata», ha detto il questore di Genova Filippo Piritore, ma accertamenti sono in corso anche su questo aspetto. Tra i nodi che restano sciogliere, quello della pistola con cui oggi Trabona ha scatenato un inferno nel quartiere di Molassana, che risulta essere provento di un furto risalente al 1979. Una perizia sull’arma, che non è una pistola a tamburo come scritto in precedenza, sarà eseguita nei prossimi giorni.

Foto | Città Di Genova