Arrestati i mandanti dell’omicidio dell’imprenditore italiano in Brasile

Roberto Puppo, 42 anni, fu assassinato nel 2010. A organizzare il tutto sarebbero stati tre conoscenti che volevano riscuotere la polizza sulla vita che gli avevano fatto sottoscrivere.

Quasi tre anni fa, novembre 2010, il 42enne Roberto Puppo veniva ucciso con quattro colpi di pistola a Maceiò (Brasile). I quattro esecutori, tutti brasiliani, erano stati immediatamente arrestati pochi giorni dopo, ma per la polizia era stato chiaro fin dall’inizio che dietro all’omicidio dell’imprenditore ci dovesse essere anche altro.

Non si trattava di un omicidio d’impeto o di una rapina finita male, ma di un omicidio premeditato da tempo e i cui mandanti arrivavano dall’Italia. Oggi i tre mandanti, di Bergamo, sono finiti in carcere: avrebbero fatto uccidere l’uomo per riscuotere l’assicurazione.

Secondo la versione dei carabinieri, i tre uomini erano conoscenti della vittima che, per far fronte a un investimento andato male che aveva provocato una perdita di oltre 200mila euro, avevano convinto la vittima a stipulare cinque polizze “puro rischio morte” per un valore complessivo di 1.150.000 euro, indicando come beneficiari loro stessi o soggetti a loro riconducibili.

Non solo: approfittando dei problemi economici dell’uomo l’avevano spinto ad andare in Brasile con la promessa che lì avrebbe potuto trovare un lavoro remunerativo. Mentre Roberto Puppo si trovava lì, hanno subito assoldato i sicari – tra cui un minore e una donna – per portare a termine l’omicidio.