Gianfranco Fini: “Silvio Berlusconi confonde la leadership con la monarchia assoluta”

Nascondersi dietro un dito non serve. Ed è pure inutile. Il tanto atteso progetto di rinnovamento ipotizzato da Pierluigi Bersani, per il Partito Democratico, è molto probabile che non abbia i risultati sperati. Contro il campione di bocce non solo lo scandalo di Piero Marrazzo, già sufficiente per far ammettere a tutti la morte dell’antiberlusconismo



Nascondersi dietro un dito non serve. Ed è pure inutile. Il tanto atteso progetto di rinnovamento ipotizzato da Pierluigi Bersani, per il Partito Democratico, è molto probabile che non abbia i risultati sperati.

Contro il campione di bocce non solo lo scandalo di Piero Marrazzo, già sufficiente per far ammettere a tutti la morte dell’antiberlusconismo prima ancora dell’uscita di scena di Silvio Berlusconi.

Il figlio politico di Massimo d’Alema non riuscirà a reincarnarsi a causa delle sue stesse idee. La stessa considerazione sulla presenza dei crocifissi in classe l’avrebbe potuta fare anche Dario Franceschini.

Per questo motivo chi la politica la osserva, per capire cosa ne resterà di noi, è costretto a valutare altre forme di opposizione. Più precise. Più efficaci. Soprattutto più credibili.

Intervistato da Bruno Vespa il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha sostenuto che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi confonde la leadership con la monarchia.

“Non è stato – ha dichiarato Gianfranco Fini – Berlusconi l’artefice della lunga transizione italiana? Ma bisogna mettersi d’accordo su che cosa s’intenda per leadership. Talvolta accade che Berlusconi confonda la leadership con la monarchia assoluta”.

E se a uccidere il Partito Democratico fosse lo stesso Gianfranco Fini consapevole prima di altri l’incapacità di Bersani e compagni di essere attuali?

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