Frosinone, Vanessa Villani esce dal coma e fa arrestare il suo aggressore

Davide Bianchi, disoccupato di 28 anni, è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio: avrebbe aggredito la compagna Vanessa Villani riducendola in fin di vita. L’arresto è scattato dopo le rivelazioni della giovane, uscita dal come dopo un mese.

Si è risvegliata dopo un mese di coma e ha fatto arrestare il suo compagno, l’uomo che lo scorso 17 marzo l’aveva aggredita e ridotta in fin di vita. Lei, Vanessa Villani, 31 anni, fu colpita a bastonate nella sua abitazione di Ferentino, in provincia di Frosinone, nel giorno in cui stava traslocando. A trovarla in fin di vita, quella mattina, fu sua madre.

Le condizioni della giovane, madre di un bimbo di 3 anni, erano parte gravi fin dai primi istanti, tanto da richiedere il trasferimento in eliambulanza al policlinico Umberto I di Roma. La giovane fu posta in coma farmacologico e per oltre un mese è rimasta in stato vegetativo. Poi, gradualmente, ha ripreso conoscenza e a rivelare agli inquirenti il nome del suo aggressore.

Davide Bianchi, compagno della donna, era finito fin da subito nel mirino negli inquirenti, ma le rivelazioni della donna sono state fondamentali per far scattare l’arresto. Il giovane, disoccupato di 28 anni, avrebbe agito dopo che Vanessa gli aveva comunicato l’intenzione di interrompere quella relazione che da tempo era diventata troppo morbosa e burrascosa.

Così, secondo quanto ricostruito, Bianchi avrebbe aggredito Vanessa nel sonno, nel momento in cui era più vulnerabile e non poteva difendersi. Ora, a quasi tre mesi di distanza da quella brutale aggressione, il responsabile è stato assicurato alla giustizia: si trova in carcere con l’accusa di tentato omicidio in attesa di essere interrogato.

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