Sarah Scazzi: legali Sabrina Misseri chiedono di interrogare il padre Michele

I difensori di Sabrina Misseri, la 22enne di Avetrana accusata dell’omicidio della cugina Sarah Scazzi, hanno depositato alla cancelleria del gip del Tribunale di Taranto un’istanza per interrogare, senza la presenza del giudice, il padre della loro assistita Michele Misseri, in carcere dal 7 ottobre scorso, nell’ambito delle indagini difensive che stanno svolgendo.L’uomo in un

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I difensori di Sabrina Misseri, la 22enne di Avetrana accusata dell’omicidio della cugina Sarah Scazzi, hanno depositato alla cancelleria del gip del Tribunale di Taranto un’istanza per interrogare, senza la presenza del giudice, il padre della loro assistita Michele Misseri, in carcere dal 7 ottobre scorso, nell’ambito delle indagini difensive che stanno svolgendo.

L’uomo in un primo momento aveva confessato di avere ucciso la nipote da solo, poi ha cambiato versione, più di una volta, tirando in ballo la figlia che si trova ora in carcere con le accuse di sequestro di persona e concorso nell’omicidio della cugina. Secondo l’ultima ricostruzione dei fatti resa da Michele Misseri agli inquirenti, lui si sarebbe occupato solo di portare il cadavere di Sarah nelle campagne di Avetrana e gettarlo nel pozzo dove è stato trovato. Sulla sua attendibilità si legge stamattina su La Gazzetta del Mezzogiorno, i dubbi degli inquirenti non sono pochi…

Ora gli inquirenti, guidati dal procuratore aggiunto Pietro Argentino e dal sostituto Mariano Buccoliero, vogliono vederci chiaro su alcuni aspetti ancora poco chiari, a partire dalle fasi dell’occultamento del cadavere della ragazzina alle quali secondo gli inquirenti potrebbe aver partecipato qualcun’altro insieme a zio Michele. Misseri ha sempre detto di aver fatto tutto da solo, addirittura mimando i gesti nel corso del sopralluogo compiuto in contrada «Mosca» il 6 novembre scorso. A non convincere, tra le altre cose, è il fatto che il corpo di Sarah è stato ritrovato nudo, privo degli indumenti (una canotta, un bikini ed uno short) che indossava quando si è recata a casa Misseri.


E ancora:

Nelle sue numerose versioni, zio Michele ha prima detto di averla spogliata per violentare il cadavere poi ha invece giustificato il denudamento con la necessità di evitare che gli indumenti potessero sfilarsi dal corpo e dunque risalire in superficie, uscendo dal pozzo nel quale il cadavere era stato buttato. Una versione che gli inquirenti giudicano poco credibile come poco credibile risultano le dichiarazioni riguardo all’arma del delitto. Il 57enne di Avetrana prima ha indicato una corda, aggiungendo che erano stati fatti addirittura diversi nodi attorno al collo di Sarah, poi ha invece indicato una cintura, senza spiegare che fine la stessa abbia fatto, pur essendo praticamente ogni giorno entrato nel garage – il presunto luogo del delitto – da quando Sarah fu uccisa al momento del suo arresto.

Nel frattempo gli avvocati di Sabrina Misseri attendono l’esito del ricorso avanzato al Tribunale dell’Appello contro il rifiuto opposto dal giudice delle indagini preliminari alla scarcerazione della 22enne. L’udienza è stata fissata per il 18 gennaio. Per i legali non sussisterebbero infatti i presupposti per trattenere in carcere la 22enne. Stessa motivazione con cui i legali hanno presentato ricorso in Cassazione contro la decisione del Riesame che ha convalidato il provvedimento restrittivo chiesto dalla procura tarantina. In questo caso la data dell’udienza non è stata ancora fissata.

In merito alle polemiche sorte nelle ultime ore ad Avetrana per la presentazione, prevista per stasera, di un calendario pro-animali randagi promosso da un’associazione animalista e dedicato a Sarah – presentazione cui parteciperà anche un “tronista” di “Uomini e Donne” – è intervenuta Concetta Scazzi.

La madre di Sarah ha detto: «L´iniziativa è di Claudio. Io non ne so nulla: ma se, come mi sembra, è tutto fatto per i cani, cioè per esaudire un desiderio di Sarah, io non ci vedo niente di male. Un personaggio della televisione si sa che tira gente».

Il ricavato della vendita dei calendari sarà devoluto all’associazione “Sarah per Sempre” fondata proprio dal fratello di Sarah, Claudio Scazzi, e contribuirà alla realizzazione di un canile ad Avetrana. L’associazione “Chiliamacisegua” dal canto suo ha ribattuto alle polemiche affermando per bocca del suo presidente, che “non vede il dolo né il peccato nell’affiancare una madre che vuole ricordare sua figlia con un gesto di amore, quello stesso amore che Sarah nutriva per gli animali”.

Via | La Gazzetta del Mezzogiorno

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