Desirée si è difesa con tutte le sue forze dai suoi aguzzini

Eseguita l’autopsia sul corpo della 16enne

Desirée Mariottini si è difesa dai suoi aggressori con tutte le sue forze finché ha potuto, fino a quando è stata cosciente. La 16enne ha subito ore e ore di interminabili violenze da parte del branco, prima di essere lasciata morire senza pietà mentre i suoi aguzzini se la davano a gambe.

L’autopsia sul corpo della 16enne di Cisterna di Latina trovata morta in un edificio abbandonato a San Lorenzo a Roma, sembra confermare il quadro iniziale ipotizzato dagli inquirenti: la ragazza è stata drogata e violentata ripetutamente dal tardo pomeriggio fino a circa le 2 di notte, quando è morta.

Il Gip di Roma ha finora emesso quattro ordinanze custodia cautelare contro i presunti responsabili dello stupro e della morte di Desirèe. L’ultimo arrestato è Yusif Salia che era riparato nel foggiano e che sarà sentito dal gip domani.

L’indagato secondo i magistrati “apparteneva al branco che ha abusato sessualmente della Mariottini (approfittando della sua assenza di lucidità per assunzione di alcolici, stupefacenti e psicofarmaci) ma (al di là di supposizioni e sospetti nutriti dalle fonti dirette o indirette) non si evince che sia stato proprio (o anche) il prevenuto a cedere alla vittima quel mix di gocce, metadone, tranquillanti e pasticche che avrebbe determinato la morte della ragazza per grave insufficienza cardiorespiratoria”.

Yusif Salia è stato arrestato il 26 ottobre, nove giorni dopo la morte di Desirèe, a Borgo Mezzanone, in una baracca in cui sono stati trovati anche 11 chili di marijuana. I funerali della ragazza sono stati celebrati il 30 ottobre scorso, davanti a una folla di giovani. La famiglia, affranta dal dolore, è in silenzio stampa.

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