Brescia: uccide il padre con una fiocina e poi tenta il suicidio

Cosa abbia spinto Mario Leone (28 anni) ad uccidere il 53enne padre Michele con una fiocina e poi gettarsi dal balcone non è ancora chiaro. Quel che è certo è che ieri si è consumata una vera tragedia al terzo piano di via Piccinelli, Palazzolo, dove i due vivevano.Stando alle prime ricostruzioni verso le 16:50


Cosa abbia spinto Mario Leone (28 anni) ad uccidere il 53enne padre Michele con una fiocina e poi gettarsi dal balcone non è ancora chiaro. Quel che è certo è che ieri si è consumata una vera tragedia al terzo piano di via Piccinelli, Palazzolo, dove i due vivevano.

Stando alle prime ricostruzioni verso le 16:50 è scoppiata una lite furiosa tra i due (le cause sono ancora da accertare) culminata con il parricidio. Mario Leone ha infatti colpito il padre con una fiocina, centrandolo al cuore.

Subito dopo Mario, ferito ad un’arteria, ignorando gli appelli dei vicini, si sarebbe gettato dal balcone per sfuggire all’incendio che nel frattempo era divampato in casa. Il volo dal terzo piano, la cui caduta è stata attenuata da un tavolino in plastica, ha comunque prodotto notevoli danni al giovane che adesso è ricoverato in gravisisme condizioni all’Ospedale Civile di Brescia.

I vigili del fuoco accorsi per spegnere l’incendio hanno prestato soccorso prima al giovane e poi, una volta rinvenuto il corpo del padre in casa, hanno sedato l’incendio e chiamato i Carabinieri che dovranno fare luce sui motivi della lite.

Il lavoro degli investigatori coordinati del capitano Pietro D’Imperio non sarà facile. Se da un lato infatti il capitano D’Imperio e il tenente Gianluca d’Aguanno, responsabili della scientifica, sono certi che la morte dell’uomo sia direttamente riconducibile ad uno scontro tra padre e figlio, non lo sono invece sulle modalità dello scontro. Chi ha appiccato il fuoco? E’ stato casuale o volontario? E soprattutto: il giovane si è lanciato nel tentativo di suicidarsi oppure perchè spaventato dalle fiamme e reso poco lucido dalla ferita?

Parte delle prove sono andate distrutte nell’incendio e sarà difficile stabilire cosa è stato rotto durante la lite e cosa dai vigili del fuoco per sedare l’incendio. Restano le testimonianze. In particolare quella di un magrebino che, avendo notato l’incendio, si è arrampicato sul balcone per tentare di sedare le fiamme e vedendo il giovane avrebbe tentato di impedirgli di lanciarsi, e quella di alcuni vicini che avevano sentito la lite.

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