Continua la guerra in Messico: ucciso il Capo della Polizia

In una escalation che non conosce tregua, la guerra fra narcotrafficanti e forze dell’ordine in Messico tocca la sua punta più alta di violenza con la morte del comandante a interim della polizia federale messicana, Edgar Millán Gómez. L’alto ufficiale è stato ucciso mentre entrava nel suo appartamento: un commandos di parecchi uomini ha sorpreso

di elvezio

In una escalation che non conosce tregua, la guerra fra narcotrafficanti e forze dell’ordine in Messico tocca la sua punta più alta di violenza con la morte del comandante a interim della polizia federale messicana, Edgar Millán Gómez. L’alto ufficiale è stato ucciso mentre entrava nel suo appartamento: un commandos di parecchi uomini ha sorpreso lui e le sue guardie del corpo e ha crivellato Millán con nove colpi.

Una guardia del corpo, sebbene ferita, è riuscita ad arrestare uno dei criminali, l’interrogatorio è in corso e si sospetta che la morte del comandante sia da collegare all’arresto di Alfredo Beltrán Leyva, uno dei leader del cartello dei narcotrafficanti dello stato di Sinaloa. Un aumento dei conflitti fra forze dell’ordine e spacciatori è avvenuto da quando il presidente Calderon ha imposto un giro di vite nella lotta ai narcos e i costi di questa guerra stanno diventando proibitivi.

Ultimamente il crimine organizzato ha ucciso più di 200 agenti, inclusi almeno 30 federali e solo la settimana scorsa i narcos avevano massacrato anche Roberto Velasco Bravo, l’uomo a capo della divisione crimine organizzato del ministero per la pubblica sicurezza. Possono sembrare solo cariche senza senso, ma provate a immaginare una situazione del genere in Italia per rendervi esattamente conto dello stato di cose che regna in Messico. Più di 2500 morti a causa di scontri con i narcos lo scorso anno, ben 1100 in questi primi 5 mesi: sono numeri da guerra civile.

Fonte: The New York Times