‘Ndrangheta, operazione Old Family: 35 arresti a Crotone

Crotone: la nuova cosca federata aveva il controllo degli appalti pubblici e dei subappalti sui lavori di messa in sicurezza della statale 106. I nomi degli arrestati.

di remar

    Update – «Serve un controllo costante perché quando si forma il vuoto, quando i clan vanno in carcere c’é subito chi li sostituisce Il gruppo criminale sgominato questa mattina si è eretto dopo le operazioni del pm Pierpaolo Bruni e si è formato in un momento di vuoto. Una struttura specializzata sia in stupefacenti, che venivano riforniti da Africo e dalla Puglia, in estorsioni e pizzo». Lo ha detto in conferenza stampa il procuratore della Repubblica di Catanzaro Vincenzo Antonio Lombardo dopo i 35 arresti di stamattina che hanno sgominato una presunta joint venture mafiosa tra le cosche crotonesi e il clan Morabito di Reggio. Crotone News riporta i nomi di tutte le persone raggiunte dall’ordinanza di custodia cautelare per l’inchiesta Old Family.

Operazione Old Family contro la ‘ndrangheta a Crotone: sono 35 gli arresti eseguiti questa mattina dalla polizia in un blitz che ha colpito, secondo gli inquirenti, la nuova compagine mafiosa attiva nelle città pitagorica e che sarebbe composta da un gruppo federato di cui fanno parte le cosche crotonesi Vrenna-Ciampà-Bonaventura e Megna unite a loro volta al clan Farao Marincola di Cirò e ai Grande Aracri di Cutro. Un super clan, collegato anche alla cosca Morabito di Reggio Calabria.

Nel blitz sono stati impiegati circa 250 uomini della squadra mobile di Crotone, del servizio centrale operativo della polizia, dei reparti prevenzione crimine Calabria settentrionale e meridionale, unità cinofile e un elicottero. L’inchiesta è stata coordinata dalla procura distrettuale antimafia di Catanzaro. Gli arrestati sono considerati responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, estorsioni, detenzione di armi comuni da sparo e traffico di droga.

Per gli investigatori la nuova cosca federata aveva il controllo degli appalti pubblici e dei subappalti sui lavori di messa in sicurezza della statale 106 jonica, e importanti interessi nella gestione delle attività legate all’energia eolica e alla bonifica dell’area industriale dell’ex Pertusola sud. I proventi delle attività di stampo ‘ndranghetistico secondo le indagini confluivano in una sorta di cassa comune, che era divisa in 5 parti, per ognuna delle componenti del sodalizio mafioso.

Foto © TM News

Ultime notizie su Ndrangheta

Tutto su Ndrangheta →