‘Ndrangheta e il business dei rifiuti: 8 imprenditori lombardi in manette

La ‘Ndrangheta era arrivata anche a mettere le mani sullo smaltimento dei rifiuti nel nord Italia: 8 imprenditori del movimento terra sono stati arrestati stamattina al termine di un’indagine durata due anni.

Che la ‘ndrangheta fosse riuscita a infiltrarsi al Nord non era certo una novità e nemmeno che avesse messo le mani sul lucrativo business dello smaltimento dei rifiuti.

L’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano era stata avviata due anni fa e in queste ore una importante operazione dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico e del Comando provinciale di Milano hanno dato seguito a quei tanti mesi di attività investigativa assicurando alla giustizia 8 persone.

Si tratta di 8 imprenditori lombardi attivi nel settore del movimento terra. Gli otto, secondo quanto ricostruito dall’accusa, erano riusciti ad aggiudicarsi numerosi appalti in diversi cantieri del capoluogo lombardo e del suo hinterland.

Gli arrestati erano collegati a diverse famiglie calabresi legate alla ‘ndrangheta. Proprio grazie a questa vicinanza gli indagati erano riusciti a smaltire illecitamente tonnellate di rifiuti in due cave tra le province di Novara e di Lodi. Questo è stato possibile grazie sistema del giro bolla, la falsificazione della vera natura del rifiuto sulla documentazione ufficiale.

Le famiglie della ‘ndrangheta, rivelano le indagini, avrebbero anche imposto agli imprenditori circa una ventina di persone, tra autisti e manovali, tutti indagati a piede libero.

L’inchiesta, nata in seguito alla maxi operazione Infinito di due anni fa, ha permesso alle autorità di sequestrare due aziende di trasporto, due impianti di trattamento rifiuti e ben 30 automezzi utilizzati per il trasporto del materiale.

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