Omicidio Conegliano Veneto: uno degli assassini di Eliseo David scrive una lettera al Gazzettino

Sono quattro le persone attualmente in carcere per l’omicidio del 71enne di Conegliano Veneto Eliseo David, fatto uccidere da sua moglie Laura De Nardo per questioni legate all’eredità. Oltre alla donna, 61 anni, in manette finirono Ivan Marin, 36 anni, Gennaro Geremia, 48 anni, che hanno materialmente ucciso l’uomo, e il 29enne Mirko Della Giustina,


Sono quattro le persone attualmente in carcere per l’omicidio del 71enne di Conegliano Veneto Eliseo David, fatto uccidere da sua moglie Laura De Nardo per questioni legate all’eredità.

Oltre alla donna, 61 anni, in manette finirono Ivan Marin, 36 anni, Gennaro Geremia, 48 anni, che hanno materialmente ucciso l’uomo, e il 29enne Mirko Della Giustina, accusato solo di favoreggiamento personale e ricettazione.

Ora Marin, dal carcere, ha scritto una lettera al quotidiano Il Gazzettino, nella quale confessa il delitto e dice di non meritare il perdono:

Dopo oltre tre mesi, mi ritrovo in questa cella solo, diviso dal mondo, in preda all’angoscia che non mi ha più lasciato. I giorni trascorrono uguali, senza movimento davanti alla Tv che trasmette programmi che per me non hanno più senso.
Più il tempo passa, più si offuscano i ricordi, ma più nitide diventano le immagini di quella maledetta notte di orrore, di disperazione, di pura follia.

Il rimorso, la paura per ciò che ho fatto mi ha sovrastato immediatamente appena uscito dalla soglia di quella abitazione. Quando sono rientrato a casa alle prime luci dell’alba ero sconvolto, volevo scomparire; ora mi arrestano, pensavo, e finirà tutto; dopo qualche ora mi hanno arrestato, mi ero anche illuso che potevo finalmente liberarmi da quell’esasperante rimorso e ritornare ad essere quello di prima. Ho confessato una volta, due volte, ho detto tutto quello che ho fatto eppure quell’angoscia non mi ha mai lasciato e non mi dà scampo. Ogni minuto che passa, rinchiuso qui dentro, faccio i conti con quell’insopportabile condanna che mi uccide pian piano, mi paralizza, mi fa versare lacrime amare di disperazione. Il buio della notte mi avvolge senza riuscire a scorgere il benchè minimo punto luminoso; sono smarrito, ho perso qualsiasi barlume di speranza.

Conclude la lettera con una serie di scuse, rivolte anche a Sally, figlia disabile della De Nardo che, secondo quanto emerso nel corso delle indagini, doveva essere uccisa, probabilmente in un altro momento.

So che è inutile e che non sono meritevole di perdono, ma Ti chiedo scusa Sally; e chiedo scusa ai miei figli per aver loro tolto l’unico papà che hanno; e chiedo scusa a mia moglie e ai miei genitori per ciò che devono sopportare a causa mia. E chiedo scusa a tutti coloro che ora mi disprezzano, per essere stato la fonte di tanto scandalo.
Iddio, Ti scongiuro, non dimenticarTi di me.

Via | Il Gazzettino