Condannato all’ergastolo per 4 omicidi: il presidente brasiliano Inacio Lula da Silva avrebbe deciso di non estradare Cesare Battisti

Ci siamo già occupati, nei mesi passati, dell’estradizione di Cesare Battisti, scrittore ed ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo, condannato all’ergastolo nel nostro Paese per quattro omicidi avvenuti tra il 1977 e il 1979. Battisti è stato riconosciuto rifugiato politico dal governo Brasiliano e, stando a quanto riportato questa mattina dal quotidiano locale


Ci siamo già occupati, nei mesi passati, dell’estradizione di Cesare Battisti, scrittore ed ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo, condannato all’ergastolo nel nostro Paese per quattro omicidi avvenuti tra il 1977 e il 1979.

Battisti è stato riconosciuto rifugiato politico dal governo Brasiliano e, stando a quanto riportato questa mattina dal quotidiano locale Globe News, il presidente Inacio Lula da Silva ha deciso di non estradarlo.

L’annuncio ufficiale dovrebbe arrivare entro il prossimo 31 dicembre, giorno in cui terminerà il mandato del Presidente, ma secondo il quotidiano la decisione è già stata presa.

Il motivo? Preservare l’integrità fisica di Battisti che, se dovesse tornare in Italia, “rischierebbe di morire“.

Nonostante la decisione non sia ancora stata resa nota, già arrivano i primi commenti dei familiari delle vittime di Battisti. Alberto Torreggiani, figlio del gioielliere ucciso nel 1979, ha dichiarato:

Mi aspettavo una decisione simile: vorrà dire che ci muoveremo in modo molto più deciso. Sarei stato sorpreso se fosse stato il contrario, ma non sono deluso perché ero preparato. Adesso fare qualcosa di veramente forte perché questa è una gran presa in giro. Le parole non bastano più, ora contatterò gli organi competenti e decideremo come mobilitarci perché questa non è tanto una questione personale ma una scelta che apre un precedente molto pericoloso. Qualsiasi delinquente saprà di poter contare su una scappatoia e questo non è giusto.