Filandari, strage in masseria: vietati funerali pubblici. Oggi le autopsie

Ercole Vangeli continua a ripetere che ha sterminato da solo la famiglia Fontana: Domenico, 61 anni, e i suoi quattro figli, Pasquale, 37, Pietro, 36, Emilio, 32, e Giovanni, di 19 anni (nella foto). L’uomo, stanco di “subire soprusi” – ne parlavamo ieri – avrebbe ribadito ancora una volta la sua versione dei fatti che


Ercole Vangeli continua a ripetere che ha sterminato da solo la famiglia Fontana: Domenico, 61 anni, e i suoi quattro figli, Pasquale, 37, Pietro, 36, Emilio, 32, e Giovanni, di 19 anni (nella foto). L’uomo, stanco di “subire soprusi” – ne parlavamo ieri – avrebbe ribadito ancora una volta la sua versione dei fatti che lo vede quale unico autore della mattanza che ha sconvolto la comunità di Filandari (Vibo Valentia).

Per gli inquirenti non sarebbe andata così e ieri sono stati fermati il fratello di Vangeli, Francesco Saverio, 54 anni; suo figlio Pietro, 23, e Gianni Mazzitello, 30 anni, genero di Francesco Saverio. L’accusa per loro è di omicidio plurimo: per la procura erano presenti tutti e 4 sul luogo della strage. Gli investigatori avrebbero le idee chiare anche su chi ha aperto il fuoco e ciò anche grazie alla testimonianza del dipendente della famiglia Fontana che mentre piovevano proiettili – quaranta i colpi di pistola esplosi – è riuscito a nascondersi sotto una catasta di legno sfuggendo così, con ogni probabilità, alla morte.

“Sono quattro le denunce presentate dall’artigiano (nel 2007, 2008, 2009 e 2010) per danneggiamenti di modesta entità – ha detto ieri il procuratore della Repubblica di Vibo Mario Spagnuolo – ma il Vangeli non ha mai manifestato alcun tipo di sospetto nei confronti di chicchessia, tantomeno della famiglia Fontana”.

Le due armi usate, una pistola calibro 9×21 ed una 7.65, erano detenute legalmente dai fratelli Vangeli. Ercole ha consegnato spontaneamente la sua 9×21 ai carabinieri quando si è costituito; la 7.65 è stata trovata invece a Francesco Saverio durante una perquisizione.

Ora si attendono i risultati della perizia balistica per avere la conferma che la 7.65 sia l’altra pistola utilizzata per la strage. Questa mattina sono iniziati gli esami autoptici sui cadaveri delle 5 vittime. Intanto a Filandari l’attenzione è alta. Dopo la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza il questore ha Filippo Nicastro ha disposto il divieto di funerali pubblici: “Quanto è accaduto – ha detto il prefetto, Luisa Latella – è un fatto troppo efferato e c’è il timore che possano esserci reazioni. Da qui la necessità che le esequie si svolgano in condizioni di massima sicurezza. Per questo abbiamo deciso di vietare i funerali pubblici”.

Via | Il Quotidiano della Calabria