E Prodi fugge dalla presidenza del Pd

Romano Prodi lascia la presidenza del Partito Democratico. Lo annuncia lui stesso nel pomeriggio di oggi ai cronisti che lo hanno seguito a New York per la sua ultima visita istituzionale alle Nazioni Unite. Il suo portavoce, Silvio Sircana, ieri sera si era affrettato a smentire le voci che davano con insistenza l’ormai ex premier

Romano Prodi lascia la presidenza del Partito Democratico. Lo annuncia lui stesso nel pomeriggio di oggi ai cronisti che lo hanno seguito a New York per la sua ultima visita istituzionale alle Nazioni Unite. Il suo portavoce, Silvio Sircana, ieri sera si era affrettato a smentire le voci che davano con insistenza l’ormai ex premier in rotta di collisione con il Pd di Walter Veltroni.
Una posizione, questa, smussata, poi, nella giornata odierna con Prodi che spiega come la sua sia stata una scelta di coerenza: “C’è stata una ondata di rinnovamento ed una richiesta dal basso in questo senso e poi quando qualcuno opta proprio per il rinnovamento viene visto come una anomalia”.
La sua decisione non è affatto collegata alla campagna elettorale e ai risultati delle urne, fa sapere. Avrebbe, infatti, scritto una lettera al segretario Veltroni già il giorno di Pasqua nella quale anticipava le sue posizioni e rassicurava il partito: “resterò un supporter forte e leale, cercando di lavorare su riflessioni e proposte”.
Credeteci, se volete. A nostro avviso, c’è tutt’altro dietro la fuga di Romano dalla presidenza del Pd …

Clemente Mastella, prima di cadere definitivamente in disgrazia, lo aveva avvertito: “guarda che il nemico numero uno di questo governo è il Pd!”. E ancora: “E’ al Partito Democratico che bisogna imputare la chiusura di questa esperienza governativa”. Dietro la caduta di Prodi, insomma, secondo il leader dell’Udeur, c’è lo spettro di Walter. Lo stesso Walter che, avrebbe confinato, durante la campagna elettorale, il Professore, nella sua Bologna.
Se non lo avesse ricordato con insistenza Berlusconi, infatti, che il presidente del Pd era Romano Prodi, l’ottimo occultamento messo in atto dal segretario Veltroni, sarebbe riuscito alla perfezione.
Una strategia che puntava a prendere, evidentemente, le distanze da quell’operato forse non così popolare dell’esecutivo appena deflagratosi sotto gli occhi di tutti.
Basterebbe rivedere Massimo Calearo ospite di Giovanni Floris a Ballarò, che grida “San Clemente Mastella”, per capire tutto l’affetto che il Pd nutre nei confronti del premier uscente.
Cosciente di questo, Prodi, taglia il cordone ombelicale che lo legava ai vertici dei democratici e torna a fare il nonno così come aveva promesso.

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