Messico, drug wars: 12000 omicidi nel 2010, 13 morti in 2 giorni a Juarez

Negli ultimi due giorni in Messico, a Ciudad Juarez, sono rimaste uccise 13 persone, tutti omicidi legati alla guerra tra le gang della droga secondo le autorità. Un Natale di sangue nella città al confine con gli Usa considerata crocevia del narcotraffico e “capitale del crimine” del Paese. Ciudad Juarez si trova di fronte a


Negli ultimi due giorni in Messico, a Ciudad Juarez, sono rimaste uccise 13 persone, tutti omicidi legati alla guerra tra le gang della droga secondo le autorità. Un Natale di sangue nella città al confine con gli Usa considerata crocevia del narcotraffico e “capitale del crimine” del Paese.

Ciudad Juarez si trova di fronte a El Paso (Texas). Nelle zone alla frontiera con gli States si concentrano maggiormente gli scontri tra i cartelli della droga che si contendono il mercato in uscita, per l’appunto quello verso gli Usa, che per i narcos vale più di 60 miliardi di dollari all’anno.

Nel 2010 a Juarez, “città più pericolosa del mondo” davanti a Caracas e New Orleans, ci sono state 3.010 vittime, di cui 140 poliziotti; due anni fa i morti erano stati 1.656, l’anno scorso 2.754.

In tutto il Messico da quando si è insediato, nel 2006, il presidente Felipe Calderon le morti legate alle drug wars sono arrivate a quota 30.000 in un crescendo continuo di violenze e omicidi che non ha mancato di attirare critiche sulla reale efficacia della strategia di contrasto ai cartelli messa in campo dalle autorità.

Nel solo 2010 nel Paese i morti ammazzati sono stati più di 12.000. Un bilancio impressionante per quello che è stato “l’anno più violento della storia del Messico contemporaneo” scrive Bolpress. Sempre negli ultimi 4 anni sono finite in manette qualcosa come 27.000 persone. Tra gli arresti eccellenti anche quello di Arturo Gallegos Castrellon, 32 anni, ritenuto il leader della gang degli Aztecas, uno dei più potenti cartelli della droga di Juarez.

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