Messico, omicidio di Alex Bertoli: si cerca un uomo, forse italiano

Il giovane imprenditore italiano Alex Bertoli è stato massacrato e dato alle fiamme su una spiaggia di Mezunte Oaxaca, in Messico. Si cerca un uomo, forse italiano, collegato al delitto.

Proseguono senza sosta, in Messico, le indagini sull’omicidio di Alex Bertoli, il cittadino italiano di 28 anni ucciso lo scorso 3 maggio sulla spiaggia di Mezunte Oaxaca, a pochi passi dalla sua abitazione e dal bar che aveva aperto insieme a sua moglie Pamela Codardini, originaria di Mestre.

Le autorità locali avrebbero identificato un uomo coinvolto nel delitto, anche se non è ben chiaro con quale ruolo. Il sospettato, non ancora rintracciato, avrebbe minacciato più volte Alex Bertoli nei giorni precedenti al suo omicidio. Tanto è bastato per farlo finire nella lista dei principali sospettati.

Il movente del delitto sarebbe di natura economica, o almeno è quello di cui sono convinte le autorità messicane. Alex, originario di Capriva del Friuli e cresciuto in Germania, aveva da poco aperto un bar insieme alla moglie e per trovare la somma necessaria ad avviare la sua attività si sarebbe rivolto a degli strozzini locali.

Alla famiglia aveva raccontato di esser riuscito a saldare quel debito, ma gli inquirenti ritengono il contrario. Per questo, il 3 maggio scorso, il giovane imprenditore sarebbe stato attirato fuori dalla sua abitazione con una scusa e tramortito dai killer a colpi di bastone e dato alle fiamme mentre era privo di sensi.

E questa è la pista messicana. La Procura di Trieste, invece, ha deciso di non stare con le mani in mano e ha avviato un’inchiesta atta a scoprire se l’omicidio del giovane possa essere in qualche modo collegato al traffico internazionale di droga. Le indagini italiane sono state confermate anche dalla mamma del giovane, Loredana Siriani, che non è in contatto in nessun modo con gli inquirenti messicani:

Alla magistratura italiana non interessa altro, dicono che non hanno competenza sulla vicenda dell’omicidio, la giurisdizione lì è delle autorità messicane. Ho raccontato tutto quello che sapevo, ma per il momento loro stanno indagando solo su ciò che potrebbe coinvolgere lo Stato Italiano.

A seguire da vicino le indagini lì in Messico c’è Pamela Codardini, moglie della vittima, come confermato dalla signora Siriani al Corriere Veneto:

Mia nuora si trova ancora a Mazunte da tre settimane, io non so se è al sicuro e l’ambasciata comunica solo con lei. Non è possibile che le autorità non informino i famigliari sul proseguo del caso. Mi ha chiesto di rinunciare all’eredità di Alex. Mio figlio ha del denaro in un suo conto corrente. Mi ha chiesto di andare alla Farnesina per firmare la rinuncia. Mi ha detto che le serve per pagare un debito con dei suoi amici messicani. Per me i soldi non contano, non ho nessun tipo di problema ad accontentarla. Ma firmerò solo se mi farà riavere la salma di mio figlio.

Le indagini proseguono su entrambi i fronti. Dove starà la verità?

Foto | Facebook

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