Mafia, Bari: arrestati presunto boss Umberto Lorusso e moglie

Gli uomini della Squadra Mobile di Bari hanno arrestato questa mattina Umberto Lorusso, 32 anni, ritenuto il luogotenente del clan Rizzo a San Girolamo, quartiere alla periferia di Bari, e sua moglie, Michela Di Pietro. Sono accusati, a vario titolo, di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, porto illegale d’arma da fuoco e del


Gli uomini della Squadra Mobile di Bari hanno arrestato questa mattina Umberto Lorusso, 32 anni, ritenuto il luogotenente del clan Rizzo a San Girolamo, quartiere alla periferia di Bari, e sua moglie, Michela Di Pietro.

Sono accusati, a vario titolo, di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, porto illegale d’arma da fuoco e del tentato omicidio di un presunto esponente di una cosca rivale. Reati aggravati dall’aver favorito un’associazione mafiosa.

Secondo l’accusa Lorusso, dal 2009 costretto su una sedia a rotelle a seguito di un agguato, avrebbe voluto vendicare personalmente l’affronto sparando alcuni colpi di pistola, da un’auto in corsa condotta dalla moglie, all’indirizzo di un trentenne.

Per l’agguato contro Lorusso la polizia ha arrestato il 4 settembre 2009, Diego Casadibari, detto Gagan, come si legge su LucaTuri.it:

E’scampato ad un agguato ed è stato arrestato per tentato omicidio, tutto nel giro di poche ore. A finire in manette il 43enne pregiudicato Diego Casadibari, accusato di essere il responsabile della sparatoria ai danni di Umberto Lorusso del 23 agosto scorso nel quartiere San Girolamo di Bari. Ieri sera Casadibari è scampato ad un agguato nella sua abitazione di Palese. L’uomo era in casa, una villetta nella zona dei campi di calcio di via Napoli, quando hanno citofonato due persone che si sono qualificate come Agenti di Polizia, armati e a volto scoperto. Il padre di Casadibari, che si trovava in giardino in quel momento, ha subito intuito che i due non erano poliziotti e ha gridato al figlio di stare attento. I due uomini a quel punto hanno sparato diversi colpi di arma da fuoco verso la villetta e si sono poi dati alla fuga.

Ne aveva parlato anche Bari Sera:

Da una parte i Lorusso, dall’altra i Casadibari. I primi farebbero riferimento ai fratelli Rizzo (alias “i catanesi”), a loro volta “imparentati” coi Capriati di Bari Vecchia, i secondi sarebbero vicini agli Strisciuglio. (…) Casadibari, fratello di Domenico, ucciso in una imboscata il 2 ottobre del 1992 as sieme a Maurizio Manzari, se condo la polizia sarebbe molto vicino a Leonardo Cam panale, uomo di fiducia degli Strisciuglio su San Girolamo. E proprio i contrasti di potere tra Lorusso, scarcerato poco più di un mese fa, e Campanale, avrebbero determinato il grave fatto di sangue del 23 agosto scorso. Entrambi, stan do alle indagini della Questura, vorrebbero avere il monopolio nella gestione delle e storsioni e dello spaccio di droga in quella zona della città. Campanale, dopo anni di carcere, è sottoposto da tempo a misu ra di sicurezza (è in una casa lavoro) ma a fine mese dovrebbe ritornare alla piena libertà.

Qualche dettaglio in più sulla vicenda si legge sul Corriere del Mezzogiorno:

L’arresto è stato eseguito sulla base di un provvedimento cautelare emesso dal gip del tribunale di Bari Vito Fanizzi, su richiesta della Dda. Oltre a Lorusso è stata posta agli arresti domiciliari sua moglie, Michela Di Pietro, di 30 anni, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La donna è indagata a piede libero per aver preso parte all’agguato compiuto dal marito nel quale rimase ferito il 18 giugno 2010, sul lungomare di Bari, Felice Calabrese, nipote del presunto boss Leonardo Campanale. Sparando a Calabrese – secondo le indagini della squadra mobile diretta da Fausto Lamparelli – Lorusso ha voluto vendicarsi dell’agguato subito nell’agosto 2009, organizzato ai suoi danni al clan Strisciuglio, a cui i Calabrese-Campanale sono affiliati. Per l’agguato in cui rimase ferito Lorusso venne sottoposto a fermo Diego Casadibari.

Via | Paese Nuovo

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