Genova: arrestato latitante Onofrio Garcea a Pegli

Era tranquillamente in giro a fare spese il latitante Onofrio Garcea, 60 anni, di Pizzo Calabro (Vibo Valentia), ritenuto dagli inquirenti un esponente di spicco della ‘ndrangheta. I carabinieri lo hanno sorpreso e arrestato a Pegli, Genova, mentre faceva shopping in vista del Natale. A riconoscerlo pare sia stato un carabiniere di quartiere che subito


Era tranquillamente in giro a fare spese il latitante Onofrio Garcea, 60 anni, di Pizzo Calabro (Vibo Valentia), ritenuto dagli inquirenti un esponente di spicco della ‘ndrangheta. I carabinieri lo hanno sorpreso e arrestato a Pegli, Genova, mentre faceva shopping in vista del Natale. A riconoscerlo pare sia stato un carabiniere di quartiere che subito dopo ha dato l’allarme avvisando i colleghi.

Garcea era ricercato dallo scorso luglio, quando era sfuggito all’arresto spiccato nei suoi confronti per associazione per delinquere finalizzata all’usura. Il 3 novembre scorso, tra Genova e Savona, i militari del Ros gli avevano sequestrato beni per un valore di 250mila euro, tra cui due finanziarie a Cornigliano e Cairo Montenotte e un bar a Sestri Ponente.

Gli investigatori ritenevano che il latitante potesse essere fuggito in Argentina o in Canada dove – secondo le risultanze investigative dell’inchiesta “Crimine” del luglio scorso (che ha portato in carcere oltre 300 persone) – sono ben radicate propaggini della malavita calabrese.

Secondo le indagini successive all’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare a suo carico, Onofrio Garcea faceva parte della cerchia di conoscenze di Domenico Gangemi e Domenico Belcastro, presunti affiliati delle cosche di Siderno (Oppedisano) e Rosarno (Commisso), finiti in manette a luglio.

Qualche particolare in più sulla figura di Garcea si legge su Libera Informazione:

Un nome, quello di Onofrio Garcea, peraltro ben conosciuto sia alle forze dell’ordine e alla magistratura, sia all’opinione pubblica. Essendo, il settantenne, residente a Genova ma originario di Pizzo Calabro (in provincia di Vibo Valentia), entrato in alcune delle più importanti inchieste sulla ‘ndrangheta in Liguria. Che Onofrio Garcea non sia un semplice usuraio, ma un affiliato alla mafia calabrese, emerge con prepotenza dall’inchiesta il “Crimine” che proprio l’estate scorsa parlò ampiamente della struttura ligure e degli affiliati, in particolare nella zona di Genova. Proprio durante un colloquio tra uno degli uomini di punta delle ‘ndrine all’ombra della Lanterna, Domenico Belcastro, e il boss Commisso, della potente famiglia di Siderno (Rc), si fa riferimento a Garcea. Un affiliato con il grado di “sgarrista”.

Nella delicata conversazione in cui si parla degli assetti della ‘ndrangheta in Liguria, Belcastro fa riferimento ai saluti che un affiliato invierebbe al boss, il “mastro” Commisso. Come si legge nell’ordinanza “Il Crimine”: BELCASTRO Domenico riporta al “Mastro” i saluti degli affiliati di Genova, e in particolar modo quelli di tale “Onofrio”, un uomo del clan “BONAVOTA” di Sant’Onofrio (VV), quello: “Con lo SGARRO…”, aggiungendo che, “avete mangiato pure assieme qualche volta ONOFRIO si chiama lui…” Si tratta proprio di Garcea, non nuovo ad ambienti del genere e invero finito agli “onori” della cronaca per quanto accaduto alle passate elezioni regionali. A una cena elettorale con la candidata dell’Idv Cinzia Damonte, fu fotografato a distribuire volantini. Un passo quantomeno falso, del quale la candidata si proclamò estranea, ribadendo di non conoscere Garcea né tanto meno il suo profilo criminale. Su quello economico, invece, ora hanno messo mano i Ros, stringendo di fatto il cerchio intorno al latitante.

Via | Strilli
Foto | Flickr

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