Omicidio Sara Di Pietrantonio, l’assassino in aula: “Mi vergogno, non merito la pace”

Omicidio di Sara Di Pietrantonio. In aula ha parlato Vincenzo Paduano, già condannato all’ergastolo nel maggio 2017

A Roma si sta tenendo il processo di secondo grado per l’omicidio di Sara Di Pietrantonio, nel quale l’unico imputato è l’ex fidanzato Vincenzo Paduano. L’uccisione della 22enne scosse il Paese, soprattutto per le modalità folli con le quali l’ex fidanzato la uccise. Dopo la fine della loro relazione l’uomo iniziò a tempestarla di telefonate, la minacciò ripetutamente e, infine, il 29 maggio del 2015 la attirò in una trappola con la scusa di un chiarimento. La ragazza venne strangolata e successivamente il suo corpo venne dato alle fiamme.

L’ex fidanzato ammise le proprie responsabilità quando ormai gli inquirenti avevano già ricostruito quanto accaduto. Nel maggio 2017 venne condannato all’ergastolo nonostante il rito abbreviato per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, nonché per stalking, distruzione di cadavere, danneggiamento e incendio dell’automobile di Sara.

Oggi l’uomo ha deciso di parlare in aula davanti alla Corte d’Assise d’appello di Roma: “Non posso meritare la pace. Mi vergogno di quello che ho fatto. Non riuscirò mai a perdonarmi di aver tolto a Sara la possibilità di diventare grande. Vorrei poter dare spiegazioni ma non ho ricordi di quella notte“. L’uomo ha poi precisato di non riconoscersi nel “mostro” capace “di tanta violenza e di tanto male” aggiungendo però di essere “certo delle proprie responsabilità“.

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