Inscena malattia e morte del figlio per i soldi della colletta solidale

“Ho sbagliato, però non devo spiegazioni a nessuno, tantomeno ai giornali” dice la donna ai microfoni de Le Iene.

Si sarebbe inventata una malattia incurabile e la morte del figlio, un bambino sette anni, al solo scopo di mettersi in tasca i soldi di una colletta organizzata dal parroco del paese.

Il religioso, mosso dalle migliori intenzioni come tutta la comunità di Nardò (Lecce) dove i fatti sono accaduti, a Le Iene ha raccontato l’assurda vicenda. Il sacerdote in primo luogo e i cittadini si erano spesi per raccogliere denari, prima per le cure e poi per i funerali “immaginari” del bambino.

La truffa in questione è stata messa in atto dalla madre del bambino ed è stata scoperta dopo i controlli eseguiti da un lato dai carabinieri, dall’altro dai servizi sociali. Giusto in tempo per evitare che si celebrasse il finto funerale che il parroco aveva organizzato di tutto punto, con lo stesso spirito di solidarietà con cui aveva organizzato la colletta per curare il bambino.

La vera “vittima di tutta questa vicenda” secondo i cittadini di Nardò è stato proprio il sacerdote: “Dovevano venire Le Iene a farti uscire di casa?” ha detto il religioso rivolto alla donna. “Ho sbagliato, però non devo spiegazioni a nessuno, tantomeno ai giornali” ha replicato lei ai microfoni de Le Iene che dopo aver insistito sono riusciti a farle porgere almeno le scuse al parrocco.

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