Arresto Saverio Spadaro Tracuzzi: 2 pentiti accusano il capitano dei carabinieri

Ad accusare il capitano dei carabinieri Saverio Spadaro Tracuzzi, l’ufficiale dell’Arma arrestato ieri a Livorno, ci sono due pentiti reggini: Antonino lo Giudice e Consolato Villani. Proprio quest’ultimo, ex affiliato del clan Lo Giudice, avrebbe iniziato per primo a parlare del capitano, questa estate. Dichiarazioni poi confermate ed ampliate, fanno sapere gli investigatori, da Antonino


Ad accusare il capitano dei carabinieri Saverio Spadaro Tracuzzi, l’ufficiale dell’Arma arrestato ieri a Livorno, ci sono due pentiti reggini: Antonino lo Giudice e Consolato Villani. Proprio quest’ultimo, ex affiliato del clan Lo Giudice, avrebbe iniziato per primo a parlare del capitano, questa estate. Dichiarazioni poi confermate ed ampliate, fanno sapere gli investigatori, da Antonino Lo Giudice, che avrebbe aggiunto importanti particolari al racconto di Villani.

Secondo l’accusa l’ufficiale dei carabinieri, in servizio a Livorno al momento dell’arresto dopo aver lavorato per 7 anni al Noe e alla Dia di Reggio, avrebbe fornito informazioni alla cosca Lo Giudice in merito a inchieste e operazioni di polizia che stavano per scattare. In cambio avrebbe ottenuto viaggi, vacanze, abiti firmati, l’uso di auto di lusso, Ferrari e Porsche. Ora Spadaro Tracuzzi, 51 anni, originario di Catanzaro, si trova in carcere con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Da CN24Tv:

Svolgeva mansioni amministrative alla seconda Brigata Mobile di Livorno Saverio Spadaro Tracuzzi, il capitano dei carabinieri trasferito a giugno dal centro Dia di Reggio Calabria ed arrestato nella notte con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Gentile e socievole, Tracuzzi si stava integrando con i colleghi della caserma in cui lavorava dalla scorsa estate. Con alcuni di questi era solito farsi vedere alla buvette interna che serve un alto numero di carabinieri, compresi quelli del comando provinciale. Tracuzzi viveva da solo in un alloggio di servizio, nella zona residenziale di Fabbricotti, perchè, secondo quanto appreso, la famiglia è rimasta a Reggio Calabria. Già da giugno gli erano stati assegnati solo compiti di profilo amministrativo. La seconda Brigata Mobile, il cui comando è a Livorno, è nota per aver partecipato con i suoi carabinieri paracadutisti in diverse missioni all’estero.

Via | Il Quotidiano della Calabria

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