Tempesta sulle Alpi svizzere: morti 6 alpinisti, di cui 5 italiani

Altri due italiani morti sulle Alpi bellunesi, un francese è deceduto sulle Alpi svizzere.

Aggiornamento 19.20Tommaso Piccioli, uno dei sopravvissuti alla tragedia sulle Alpi Svizzere costata la vita a sei persone, è stato dimesso oggi dall’ospedale in cui era ricoverato da ieri e alla stampa ha fornito qualche dichiarazione utile a ricostruire cosa è accaduto.

L’uomo ha raccontato al TG3 che quell’escursione non sarebbe dovuta avvenire:

Non sapevamo che la gita fosse lunga e impegnativa perché non ce l’avevano detto. […] Ci siamo persi quattro o cinque volte – ha detto -. Ho portato avanti il gruppo io perché ero l’unico ad avere un GPS funzionante fino a che siamo arrivati a un punto in cui non si poteva più procedere perché con quella visibilità non era possibile. […] È arrivata la notte e ci siamo fermati in una sella e anche quello è stato un errore perché non ci si ferma nelle selle quando c’è il vento. Devi fermarti in un punto riparato e scavare un buco.

Aggiornamento 15.45 – Anche se da incidenti diversi rispetto a quello in cui sei persone hanno perso la vita sulle Alpi Svizzere, arrivano purtroppo altre notizie di alpinisti morti: due ragazzi di Domegge di Cadore sono morti sull’Antelao, sulle Alpi bellunesi: si tratta di Enrico Frescura, di 30 anni, del Soccorso alpino di Pieve di Cadore, e Tiziano Marengon, di 28 anni, del Soccorso alpino del Centro Cadore.
Un uomo francese di 49 anni è morto e una donna sua coetanea è rimasta ferita dopo che entrambi sono stati travolti da una valanga ieri pomeriggio sulle Alpi svizzere.

Aggiornamento 13.38 – Oltre alle cinque vittime italiane, c’è una sesta persona morta sulle Alpi svizzere in queste ore: si tratta di una donna bulgara di 52 anni che è deceduta in ospedale come ha riferito il portavoce della polizia cantonale Markus Rieder.

Aggiornamento 12.07 – Sono tutti e cinque italiani gli scialpinisti morti per ipotermia dopo la tempesta d’alta quota che si è scatenata tra domenica e lunedì nella zona della Pigna D’Arolla, sulla Alpi Svizzere. Le autorità cantonali hanno spiegato che “tutti gli scialpinisti coinvolti sono stati recuperati e portati negli ospedali svizzeri. Non risultano pertanto dispersi” come riporta l’Ansa.

Aggiornamento 9.05 – Il bilancio della tragedia in alta quota sulle Alpi svizzere, nella zona della Pigna d’Arolla, sale a 5 morti. La gendarmeria cantonale del Vallese all’agenzia Ansa ha spiegato che uno dei cinque alpinisti soccorsi e ricoverati in gravi condizioni è deceduto in ospedale nelle scorse ore. Gli altri quattro alpinisti morti erano tutti italiani, una guida alpina residente da tempo in Svizzera e quattro bolzanini. Almeno tre di loro erano esperti escursionisti. Altri quattro alpinisti restano ricoverati in gravi condizioni per ipotermia.

Prima di partire, il 26 aprile, il gruppo aveva postato questa foto sul profilo Facebook di MLG Mountain Guide:

Intrappolati sulle Alpi svizzere a 3.200 metri: morti 4 alpinisti italiani

Sono tutti e quattro italiani gli scialpinisti morti nella tempesta sulle Alpi svizzere tra la Pigne d’Arolla e il Mont Collon tra domenica e lunedì. La zona della Pigna d’Arolla, a oltre 3.000 metri d’altezza, lungo il percorso della Haute Route Chamonix-Zermatt, è un itinerario scialpinistico molto frequentato e impegnativo: 180 km che collegano appunto Chamonix, ai piedi del Monte Bianco, con Zermatt, sotto il Monte Cervino.

Intrappolati a oltre 3100 metri d’altezza gli alpinisti italiani sono stati colti da una tempesta d’alta quota, annunciata dai bollettini meteo, e sono morti per ipotermia dopo una notte passata all’addiaccio. Altri 5 scialpinisti che seguivano lo stesso percorso Chamonix-Zermatt sono in gravi condizioni.

Le vittime sono Elisabetta Paolucci di 44 anni, Mario Castiglioni, guida alpina di 59 anni, Marcello Alberti, di 53 e la moglie Gabriella Bernardi, di 52 anni. Facevano parte di una comitiva formata da due gruppi di dieci e quattro persone, italiani, francesi e tedeschi. Domenica notte gli alpinisti sarebbero dovuti arrivare al rifugio Des Vignettes. Mario Castiglioni, di 59 anni, originario di Como abitava in Svizzera. Le altre tre vittime sono tutte di Bolzano.

Svizzera: 6 alpinisti morti e 5 in gravissime condizioni

30 aprile 2018

Un’escursione sulle Alpi si è trasformata in una tragedia. Ieri da Chamonix, in Francia, è partita un’escursione con direzione Zermatt (Svizzera); una traversata di scialpinismo considerata la “regina” per gli amanti di questo sport. Due gruppi, composti da 10 e 4 persone tra italiani, francesi e tedeschi è stato sorpreso da una bufera di neve che gli ha impedito di proseguire per raggiungere così il rifugio “des Vignettes” a quota 3157m che avrebbe dovuto proteggerli per la notte.

I 14 protagonisti di questa vicenda sono quindi stati costretti a restare all’addiaccio per una notte intera. Intorno alle 6:30 del mattino sono stati allertati i soccorritori, che hanno raggiunto il gruppo quando c’erano già state gravi conseguenze: 6 persone sono morte, mentre altre 5 versano in gravi condizioni. I soccorritori sono riusciti a raggiungere il gruppo solo grazie agli elicotteri, sui quali sono saliti 7 medici e il personale infermieristico oltre a 7 guide alpine.

Al momento le autorità elvetiche non hanno comunicato l’identità delle vittime.