Venezia, resti umani recuperati nella laguna: è giallo

I resti del cadavere d una donna sono stati rinvenuti ieri nelle acque della laguna veneziana. Difficile, visto l’avanzato stato di decomposizione, procedere all’identificazione.

Macabro ritrovamento nella laguna di Venezia. Un cadavere in avanzato stato di decomposizione, senza arti né testa, è stato recuperato ieri pomeriggio dalle acque dopo la segnalazione di un passante a bordo di una barca in transito nel canale della Giudecca, in zona Sacca Fisola.

Sul posto sono intervenuti subito i carabinieri della Giudecca e del Nucleo Natanti e non appena la salma è stata recuperata sono partite le indagini. L’identificazione del corpo richiederà del tempo: testa, braccia e gambe non sono state rinvenute e del torso è rimasta soltanto la gabbia toracica, conseguenza del lungo tempo trascorso in acqua.

Gli inquirenti ritengono che si tratti di una donna giovane, o almeno è quello che hanno dedotto dai capi d’abbigliamento ritrovato sul corpo e già nelle prossime ore il pm di turno Francesca Crupi dovrà decidere se disporre o meno l’autopsia nella speranza di riuscire a acquisire qualche elemento in più nonostante le pessime condizioni dei resti.

Al momento è impossibile stabilire se il corpo sia stato mutilato prima di essere immerso in acqua o se la perdita di arti e testa sia stata la conseguenza del maltempo o delle imbarcazioni che transitano nel canale. Allo stesso modo è ancora presto per capire la provenienza dei resti. Il cadavere è sempre rimasto a Sacca Fisola o è stato trascinato lì dalla corrente?

Gli inquirenti stanno già passando al setaccio i casi di donne scomparse nell’area negli ultimi mesi con la speranza di riuscire a trovare un riscontro grazie al DNA.

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