Cosenza: 49 arresti cosca Bruni tra cui presunto boss. Coinvolto ex parlamentare La Macchia

È stata la Dda di Catanzaro a coordinare la vasta operazione antimafia che questa mattina a Cosenza ha portato all’esecuzione, da parte di polizia e carabinieri, di 49 arresti a carico di altrettanti presunti affiliati ad un clan locale. Nel mirino degli inquirenti la Cosca Bruni, che con il blitz di oggi viene considerata “disarticolata”.


È stata la Dda di Catanzaro a coordinare la vasta operazione antimafia che questa mattina a Cosenza ha portato all’esecuzione, da parte di polizia e carabinieri, di 49 arresti a carico di altrettanti presunti affiliati ad un clan locale. Nel mirino degli inquirenti la Cosca Bruni, che con il blitz di oggi viene considerata “disarticolata”.

L’organizzazione secondo gli investigatori aveva assunto un ruolo egemonico a Cosenza grazie al vuoto di potere determinatosi a seguito dell’operazione Garden del ’94. La cosca avrebbe da allora assunto il controllo del mercato degli stupefacenti, delle estorsioni e delle rapine commesse in danno di furgoni portavalori.

Quest’ultime sarebbero state eseguite con la collusione di esponenti dei clan pugliesi. Anche il settore delle onoranze funebri e una discoteca del centro di Cosenza sarebbero state sotto il controllo del gruppo criminale. I provvedimenti restrittivi, emessi dal gip distrettuale di Catanzaro su richiesta della Dda, arrivano dopo un’indagine che andava avanti da tre anni.

Arrestati anche, come riporta Il Quotidiano della Calabria, un ex parlamentare ed il presunto capocosca:

Tra le 49 persone destinatarie delle ordinanze di custodia cautelare c’è anche il presunto capo della cosca Bruni della ‘ndrangheta, Michele Bruni che era stato scarcerato appena ieri ed era stato posto agli arresti domiciliari. Insieme a lui, secondo quanto riferito dagli investigatori, sono stati arrestati la compagna e tre fratelli, due dei quali, comunque, erano già detenuti. (…) Fra gli arrestati Bonaventura La Macchia, già parlamentare negli anni 90, accusato di avere implementato il portafogli clienti delle ditte di onoranze funebri controllate dalla cosca Bruni.

Qualche particolare in più si legge su Zoom Sud:

L’ex senatore dell’Udeur Bonaventura Lamacchia, è stato arrestato a Roma ed è accusato di tentata estorsione, aggravata dalle modalità mafiose. Secondo l’accusa aveva un ruolo importante nel controllo del racket del caro estinto a Cosenza, grazie ai suoi collegamenti con il titolare di una casa di cura. Chi moriva lì per tutte le incombenze e i funerali doveva affidarsi all’impresa del clan Bruni. La macchia, che è ingegnere civile ed ha 58 anni già in passato era finito in carcere accusato di aver sottratto somme per circa due miliardi e mezzo.

E in manette sono finiti anche due carabinieri accusati di concorso esterno in associazione mafiosa: uno prestava servizio nella Compagnia di Rende (Cosenza), l’altro era stato già sospeso. Il blitz di questa mattina è stato possibile grazie al lavoro investigativo diretto dai Sostituti Procuratori della Dda Vincenzo Luberto, Raffaella Sforza, Claudio Curreli e Adriano Del Bene.

Via | CN24TV

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