Yara Gambirasio: le ricerche si concentrano a Brembate Sopra, la 13enne si trovava lì mezz’ora dopo la sua scomparsa

Dovrebbero unirsi oggi, e quindi mettere insieme le forze, i due gruppi di persone impegnate, in questi ultimi giorni, nelle ricerche di Yara Gambirasio, di cui non si hanno più notizie dallo scorso 26 novembre. Un unico pool che, secondo Il Giorno, includerà gli agenti della Mobile, gli agenti del reparto Prevenzione Crimine di Milano,


Dovrebbero unirsi oggi, e quindi mettere insieme le forze, i due gruppi di persone impegnate, in questi ultimi giorni, nelle ricerche di Yara Gambirasio, di cui non si hanno più notizie dallo scorso 26 novembre.

Un unico pool che, secondo Il Giorno, includerà gli agenti della Mobile, gli agenti del reparto Prevenzione Crimine di Milano, la Forestale, la Polizia Provinciale, i volontari del Gev (Gruppo ecologico), carabinieri, vigili del fuoco, protezione civile di Brembate e Palazzago.

Le ricerche ripartiranno proprio da Bembrate Sopra, luogo in cui Yara è stata vista per l’ultima volta. Tale decisione è stata presa alla luce di una scoperta fatta nelle ultime ore.

Il cellulare di Yara, alle 18.55 di venerdì 26 novembre, agganciò la cella telefonica di Mapello, ma non perchè si trovasse fisicamente lì, ma perchè a causa dell’intenso traffico telefonico la cella di Mapello era venuta in soccorso di quella di Brembate Sopra.

Yara, quindi, contrariamente a quanto si credeva finora, si trovava ancora a Brembate Sopra, non è ancora chiaro in quale zona del paese.

Per questo motivo le ricerche ripartono proprio da lì, dal centro sportivo in cui è stata vista l’ultima volta e dall’area circostante.

Con un lungo lavoro di analisi di traduzione dei dati telefonici sarà possibile individuare, con un’approssimazione il più limitata possibile, la posizione indicativa del cellulare prima della scomparsa.

Ritenendo valida l’ipotesi del sequestro di persona, gli investigatori stanno anche esamidando le riprese delle telecamere della rete autostradale:

chilometri di immagini, con un interesse particolare per quelle che portano al valico di Como Brogeda e quindi alla Svizzera, seguendo l’ipotesi del sequestro di persona. La polizia cantonale è stat ainteressata per le immagini riprese dai «Droni», gli aerei senza pilota che il contingente italiano impiega in Afghanistan. Nei cieli della Confederazione sorvolano anche di notte le frontiere e i sentieri di montagna. […] Riescono a inquadrare le auto e le targhe. La polizia italiana chiederà le riprese ai valichi di frontiera oppure segnalerà ai colleghi svizzeri le vetture sospette.

Via | Il Giorno

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