Cuneo, omicidio-suicidio: Franco Ruffinengo uccide Vicenzina D’Amico e si toglie la vita

Non era mai riuscito ad accettare la fine della loro relazione. Per questo motivo Franco Ruffinengo, 55 anni, ex commercialista di Carmagnola, avrebbe ucciso ieri la sua ex compagna, Vicenzina D’Amico, 53 anni, prima di togliersi anche lui la vita con un colpo di pistola alla tempia. L’ennesimo drammatico epilogo per una storia ormai finita.



Non era mai riuscito ad accettare la fine della loro relazione. Per questo motivo Franco Ruffinengo, 55 anni, ex commercialista di Carmagnola, avrebbe ucciso ieri la sua ex compagna, Vicenzina D’Amico, 53 anni, prima di togliersi anche lui la vita con un colpo di pistola alla tempia. L’ennesimo drammatico epilogo per una storia ormai finita.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri giunti nella frazione Borgo San Dalmazzo, a Cuneo, dove si è consumata la tragedia, l’uomo dopo ripetuti e disperati tentativi di riallacciare i fili di quel rapporto, tentativi che sarebbero sfociati in episodi di stalking vero e proprio, ieri pomeriggio ha acquistato, pare con regolare porto d’armi, una pistola Tanfoglio 9×21 e si è recato nei pressi della casa della donna.

Riuscito ad entrare da una finestra nell’abitazione, al primo piano, in via Tevere, ha aspettato che Vicenzina D’Amico rientrasse. Ruffinengo avrebbe tentato ancora una volta di convincerla a riprendere la loro relazione; sarebbe seguito un alterco, la donna avrebbe tentato di fuggire verso il balcone ma l’uomo l’ha raggiunta e uccisa scaricandole addosso quasi l’intero caricatore. Poi ha puntato l’arma contro se stesso.

“Non c’è stato praticamente tempo di iniziare la lite – ha raccontato Giuseppe La Torre, comandante della stazione dei Carabinieri di Borgo San Dalmazzo – Franco Ruffinengo ha immediatamente messo in atto il suo diabolico piano, che comprendeva unicamente l’eliminazione della donna ed il suo suicidio”.

Sotto shock l’intera frazione, come riporta Targato Cuneo:

“Sembrava di essere in un film – ci ha raccontato un vicino della D’amico – abbiamo sentito una raffica di spari, delle grida, vetri che andavano in frantumi, cose che cadevano a terra. Solo quando tutto è cessato siamo usciti a vedere cosa stava succedendo, trovandoci di fronte ad una scena terribile. A quel punto abbiamo chiamato i carabinieri, che sono intervenuti tempestivamente”.

Via | La Stampa