Sarah Scazzi: testimone dice di averla vista a casa Misseri alle 13,45

Ha raccontato di avere visto Sarah Scazzi due volte quel 26 agosto, il giorno dell’omicidio della 15enne di Avetrana. La prima poco dopo mezzogiorno, la seconda intorno alle 13,45. “Sono sicuro dell’orario perché c’era in casa ancora mia moglie che poi è andata a lavorare alle 14”. È la testimonianza di una persona che abita


Ha raccontato di avere visto Sarah Scazzi due volte quel 26 agosto, il giorno dell’omicidio della 15enne di Avetrana. La prima poco dopo mezzogiorno, la seconda intorno alle 13,45. “Sono sicuro dell’orario perché c’era in casa ancora mia moglie che poi è andata a lavorare alle 14”.

È la testimonianza di una persona che abita nei dintorni di via Deledda, poco distante dall’abitazione della famiglia Misseri. L’uomo ieri, nella sede della Procura della Repubblica di Taranto, ha ribadito quanto detto già qualche tempo fa agli inquirenti, come riporta La Gazzetta del Mezzogiorno:

È sul secondo avvistamento che in particolare si è concentrata l’attenzione degli inquirenti in quanto sarebbe avvenuto poco prima delle 14, a conferma di quella che è una ipotesi che va sempre più prendendo corpo e cioè che la 15enne sia arrivata a casa degli zii attorno alle 14 e che l’omicidio sia stato compiuto tra le 14.10 e le 14.23, ovvero prima che a Sabrina Misseri, in carcere dallo scorso 15 ottobre, arrivasse il messaggio dell’amica Mariangela Spagnoletti con il quale si confermava la gita al mare pomeridiana, fino alle 14,23 appunto ancora in forse.


La testimonianza avvalorerebbe l’ipotesi che starebbe prendendo sempre più piede presso gli investigatori circa l’anticipo dell’ora dell’omicidio. Da la Repubblica Bari:

Come già avevano cominciato a pensare da qualche giorno, ritengono che l’assassinio di Sarah possa essere avvenuto tra le 14 e le 14,15 e non tra le 14,28 e le 14,42. Particolare non di poco conto, soprattutto se si tiene in considerazione l’autopsia che aveva evidenziato come lo stomaco di Sarah fosse vuoto quando invece secondo la prima ricostruzione la ragazza aveva mangiato venti minuti prima di essere uccisa.

Inoltre:

Con Sarah a casa Misseri alle 14 cambierebbe il luogo del delitto: non il garage ma la casa. Sabrina era in casa alle due, non per strada, come hanno raccontato tutti i testimoni. Sarah è dunque entrata e all’interno di casa Misseri deve essere accaduto qualcosa. Non solo: nella villetta, oltre a Sabrina c’era anche suo padre Michele e sua madre Cosima, che se fosse confermata questa versione difficilmente avrebbe potuto non sapere. I pm sono convinti che Sabrina dopo l’omicidio abbia poi messo in atto una sceneggiata per depistare le indagini: tra le 14,25 e le 14,30 avrebbe prima mandato a Sarah un messaggio finta e poi sarebbe stata lei stessa con il telefonino della cugina a farsi uno squillo.

Intanto ieri Sabrina Misseri ha ricevuto in carcere la visita della sua consulente, dott.ssa Cinzia Gimelli, che l’ha sottoposta a dei test psicologici. La Gazzetta del Mezzogiorno scrive che la ragazza riferendosi al padre ha detto: “Non lo odio ma rimane incomprensibile perché mi abbia accusato di cose che non ho commesso”.

Sabrina ha anche detto che le interviste rilasciate “sono state sempre fraintese e usate contro di me” e che se potesse tornare indietro non le rifarebbe. Oggi la consulente dovrebbe tornare in carcere per ascoltarla ancora. Sabrina, che da sabato ha la possibilità di guardare la Tv, vorrebbe un nuovo incontro con i magistrati per ribadire ancora una volta la sua estraneità all’omicidio della cugina.

Via | La Gazzetta del Mezzogiorno

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