Elezioni 2013, Vittorio Bertola (M5S): «Certo che se uno volesse davvero taroccare il voto le opportunità sono parecchie». Ma è davvero così?

Dopo la paranoia per le matite copiative, complice, ritengo, un certo modo di raccontare le cose (quando si parla, a mezzo stampa o sui social network, di matite “che si cancellano”, bisognerebbe chiedersi, per esempio, se esse non siano state consegnate per errore dell’ufficio elettorale all’elettore o simili, se si cancellino dopo lungo tentativo e

di

Dopo la paranoia per le matite copiative, complice, ritengo, un certo modo di raccontare le cose (quando si parla, a mezzo stampa o sui social network, di matite “che si cancellano”, bisognerebbe chiedersi, per esempio, se esse non siano state consegnate per errore dell’ufficio elettorale all’elettore o simili, se si cancellino dopo lungo tentativo e rovinando il supporto et similia), scatta l’allarme brogli?

Su Facebook, il Consigliere comunale di Torino del Movimento Cinque Stelle scrive:

«Ore 7:45 e prima telefonata: ieri sera in un comune della cintura, dopo la chiusura del seggio, il nostro rappresentante di lista ha beccato il presidente con l’urna aperta e le schede per terra. Magari stava solo tirando fuori una scheda messa erroneamente nell’urna sbagliata, o magari chissà… Vedremo se i risultati del seggio saranno anomali: sul numero è inevitabile che ci siano presidenti pasticcioni, certo che se uno volesse davvero taroccare il voto le opportunità sono parecchie».

Ora. Non voglio affatto mettere in dubbio la veridicità di quanto sopra. E’ ovvio che sarà stato fatto un esposto e si saranno prese le dovute contromisure. Tuttavia, mi permetto di scrivere un paio di righe, forte di un esperienza plurima come segretario di seggio.

Nel seggio si commettono errori umani. Capita. Può capitare di dare una scheda sbagliata. Capita che un’elettrice si porti via la matita mettendola nella borsetta. Capita che un elettore pigli due schede per errore, o che metta la scheda del Senato nell’urna della Camera. Capita che uno scrutatore distratto faccia votare per il Senato una giovane elettrice che ha appena compiuto 24 e non 25 anni. Capita che qualcuno esca con le schede aperte sbandierando il proprio voto. Capita che qualcuno firmi le schede. Che ti chiedano aiuto per votare. Che ti chiedano chi votare. Capitano anche “incidenti” domestici (che un presidente di seggio particolarmente agitato si tagli con una taglierina, per dire, gettando nel panico una buona fetta del seggio, o simili).

Con ciò non voglio negare che si possano commettere brogli. Si potrà, certo.

Naturalmente, ciò può accadere solo ed esclusivamente con l’accordo del Presidente di Seggio, degli Scrutatori e del Segretario (ovvero di tutti i componenti del Seggio, che in quel momento ricoprono un ruolo da pubblici ufficiali), che, per legge, devono essere tutti presenti nelle fasi cruciali: la vidimazione e il conteggio delle schede il sabato, i sigilli apposti il sabato stesso, l’apertura dei contenitori delle schede della domenica, e di nuovo la chiusura con firme, annessi e connessi, delle urne e dei contenitori la domenica sera, per poi riaprire tutti insieme il seggio il lunedì, e chiuderlo e poi aprire le urne per lo spoglio.

Tutto viene verbalizzato. Tutto avviene pubblicamente. Le forze dell’ordine sono a pochi passi dal seggio, e soprattutto dentro al seggio possono operare, con la loro funzione di controllo, i rappresentanti di lista, cittadini nominati dai vari partiti prima dello scrutinio, che possono esercitare la loro funzione di controllo e segnalare eventuali irregolarità a chi di dovere (come immaginiamo sia avvenuto nel caso citato dal Consigliere di Torino).

La paranoia per i brogli è vecchia come le votazioni. Un’antica “leggenda” che circolava fra i rappresentanti di lista del Partito Comunista era che scrutatori della Dc fossero abilissimi, mettendosi una mina sotto le unghie, a mettere la X sul simbolo della Democrazia Cristiana quando incontravano schede bianche.

Verosimile? No? Forse? Fatto sta che se anche le operazioni di scrutinio avvengono come da manuale (ovvero: seguendo la legge) quel tipo di brogli è assolutamente impossibile, o quantomeno altamente improbabile.

Non solo: ricordo personalmente, in caso di elezioni comunali (ma la cosa si replica anche con le politiche), anche un folto pubblico assistere, fuori dalla porta, alle operazioni di scrutinio: è possibile, se non si creano problemi di ordine pubblico.

E’ chiaro che si debbano tenere gli occhi aperti. Ma forte dell’esperienza di cui sopra, mi sento di dire che è scarsamente probabile che gli episodi fin qui “denunciati” alla pubblica attenzione vogliano dire “broglio”.

Posso sbagliare, ovviamente. In ogni caso, se si ha qualche dubbio, è sufficiente far notare educatamente la cosa al Presidente di seggio, oppure segnalarlo alle forze dell’ordine.

Il voto, nel seggio, resta una cosa seria. E vigilare senza paranoia si può.