Elezioni 2013: analisi del primo giorno. Lombardia 2 a -11%. Grillo può arrivare al 25%?

25 febbraio 2013, ore 00.01: crolla l’affluenza, dunque. E’ questo il primo dato che emerge dalla prima giornata di chiamata alle urne. Sale, naturalmente, quella delle elezioni regionali; lo abbiamo ripetuto per tutto il giorno: è merito esclusivamente dell’election day. Del fatto, cioè, che le regionali di Lombardia, Lazio e Molise siano accorpate alle politiche.Difficile

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25 febbraio 2013, ore 00.01: crolla l’affluenza, dunque. E’ questo il primo dato che emerge dalla prima giornata di chiamata alle urne. Sale, naturalmente, quella delle elezioni regionali; lo abbiamo ripetuto per tutto il giorno: è merito esclusivamente dell’election day. Del fatto, cioè, che le regionali di Lombardia, Lazio e Molise siano accorpate alle politiche.

Difficile dare una lettura di questo dato a caldo, comunque. Per molti avrà inciso il maltempo (è la prima volta che si vota d’inverno, in Italia). Ma se consideriamo le singole regioni e circoscrizioni, si vedrà che il calo è forte anche laddove la neve non c’era affatto. Ecco il raffronto: si vedrà che non c’è alcun segno positivo. Le circoscrizioni più “virtuose” sono Piemonte 1 e Valle d’Aosta, che perdono il 2,75% degli elettori dal 2008. Lombardia 2, roccaforte della Lega Nord, perde addirittura l’11% degli elettori: è la circoscrizione che perde di più.

Piemonte 1 -2,75%
Piemonte 2 -7,97
Lombardia 1 -9,19%
Lombardia 2 -11%
Lombardia 3 -8,57%
Trentino Alto Adige -6,63%
Veneto 1 -4,76%
Veneto 2 -4,5%
Friuli Venezia Giulia -4,5%
Liguria -5,02%
Emilia Romagna -8,39%
Valle d’Aosta -2,75%
Toscana -6,24%
Umbria -7,04%
Marche -4,8%
Lazio 1 -3,29%
Lazio 2 -9,21%
Abruzzo -7,05%
Molise -4,81%
Campania 1 -10,06%
Campania 2 -10,62%
Puglia -8,45
Basilicata -9,47%
Calabria -10,96%
Sicilia 1 -9,56%
Sicilia 2 -8,91%
Sardegna -6,71%

Se il trend a livello nazionale dovesse confermarsi (in realtà, di solito, il secondo giorno peggiora) non si arriverebbe nemmeno al 75% dei votanti. Il che significa almeno il 25% di astenuti. Forse addirittura qualcosa di più vicino al 30%.

Non si può certo fare a meno di considerare, dunque, la disaffezione dell’elettore nei confronti della politica. Una questione con cui dovranno fare i conti in molti, una volta che saranno noti i risultati di questa strana tornata elettorale.

Nemmeno l’effetto-Grillo sembra essere in grado di riportare gli astensionisti al voto. Anzi.

Però, la domanda è: chi non sta andando a votare? Sono perlopiù i delusi del centrosinistra e del centrodestra?

Sarà interessante valutare, dunque (e lo potremo fare a partire dalle 15, quando saranno disponibili i primi exit poll, instant poll e intention poll, come li ha chiamati Sky, e poi, via via, a mano a mano che arriveranno i primi dati e le prime proiezioni) quale percentuale di voti raggiungerà il Movimento Cinque Stelle, visto che, secondo la stragrande maggioranza (per non dire l’unanimità) degli analisti, maltempo e astensione dovrebbero penalizzare soprattutto i partiti tradizionali.

Se l’astensione toglie voti a Pd e Pdl, insomma, sarebbe solo il M5S a beneficiarne, visto che la scarsa affluenza in Lombardia lascia presagire una vera e propria debacle della Lega Nord e Ingroia non è mai sembrato in grado di fare la differenza. Difficile anche che Monti possa andare oltre il 10%. Anzi, potrebbe anche uscire dalle urne con gli alleati Fini-Casini-Rutelli fortemente ridimensionati. Non solo: i sondaggi, che, ridicolmente, non si possono più pubblicare da due settimane a questa parte, come noto, sottostimano il cosiddetto “voto di protesta” (che poi quello per Grillo lo sia veramente, è tutto da dimostrare e la cosa meriterebbe un’analisi più approfondita). E il M5S era molto vicino al 20% negli ultimi sondaggi disponibili e anche nelle gare clandestine di ippica e nelle voci dal conclave.

Insomma, potrebbe essere il caso di prepararsi a qualche sorpresa.

Altre considerazioni a margine. E’ facile immaginare che Umberto Ambrosoli, a questo punto, possa battere Roberto Maroni; non mi sbilancio, invece, sulla percentuale di voti per Berlusconi: nella doppietta di apparizioni pubbliche recenti, il Cavaliere è parso davvero alle corde, ma non si può mai dire.

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