Dopo mesi torna a parlare al-Baghdadi

Gli esperti di Washington ancora non confermano l’attendibilità del file audio attribuito ad al-Baghdadi, dato per morto l’ultima volta nel giugno scorso.

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Nei giorni scorsi è stato pubblicato su Telegram, ed immediatamente viralizzato, un messaggio audio che gli esperti di terrorismo attribuiscono ad Abu Bakr al-Baghdadi, il “califfo” dello Stato Islamico Daesh e uomo più ricercato al mondo: gli esperti dell’antiterrorismo del governo di Washington stanno verificando l’attendibilità del file audio, dopo che nei mesi scorsi al-Baghdadi è stato dato morto non una ma diverse volte.

Secondo gli analisti non c’è motivo di dubitare dell’autenticità del messaggio.

“Con la forza di Dio daremo prova di resistenza. Morte, sconfitte e dolore non ci piegheranno”

affermerebbe al-Baghdadi in un passaggio del suo discorso. Nell’audio il leader dello Stato islamico parla della caduta di Mosul e delle tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord, eventi successivi alla sua presunta morte a fine maggio, mai confermata e mai dimostrata da nessuno: era la metà di giugno quando lo stato maggiore della Difesa della Russia, usando il condizionale, aveva affermato che il Califfo sarebbe morto durante un raid del suoi bombardieri su Raqqa, la capitale siriana dello Stato islamico, che oggi sta per cadere.

In passato il capo jihadista era stato dato per morto più volte, salvo poi risorgere come un’araba fenice dalla montagna di informazioni di pessima qualità che vengono pubblicate sui giornali quando si parla di terrorismo. In questo nuovo audio il leader dell’Isis ha esortato i Mujahiddin a fare da “scudo e speranza” nella difesa del califfato ma si è anche rivolto ai “miscredenti” che si sono uniti contro l’Isis per la paura degli attacchi dei jihadisti.

Al-Baghdadi pronuncerebbe infine una nuova chiamata alle armi, indirizzata ai sunniti in Siria “prima che sia troppo tardi”: una chiamata che spazia a tutto il mondo dall’Asia all’Africa e che chiama a raccolta, come già fatto in passato (il suo discorso nella moschea di Mosul durante il quale proclamò ufficialmente la nascita del Califfato aveva un adagio molto simile): “Guai a chi butta la sua arma”, è l’ultima raccomandazione del Califfo ai suoi combattenti.