Fossa comune rinvenuta in Myanmar

La decisione di organizzare un press-tour potrebbe servire all’esercito birmano per sviare l’attenzione dalla tragedia dei Rohingya.

Le autorità del Myanmar hanno invitato i giornalisti a un “press tour” dopo la scoperta di una fossa comune con 17 corpi nello Stato di Rakhine, il giorno dopo l’annuncio del governo di aver scoperto una fosse comune con i resti di altri 28 uomini indu, attribuendone la responsabilità ai “terroristi” Rohingya.

“Quella dei Rohingya è una persecuzione di cui occorre parlare. Dal 25 agosto ad oggi circa 429.000 rohingya sono fuggiti dal Myanmar e hanno trovato rifugio in Bangladesh. La situazione è insostenibile: il 60% di questi rifugiati sono bambini”

ha dichiarato Unicef Italia in una nota inviata alla stampa. Per molti infatti la scelta di organizzare un tour per la stampa atto a riprendere le presunte fosse comuni con le vittime dei Rohingya è solo un pretesto dell’esercito, sul quale la presidente Aung San Suu Kyi non ha alcun potere e che anzi rappresenta l’antagonista ai vertici del potere birmano, per sviare l’attenzione internazionale sulla tragedia del popolo Rohingya, vittima di persecuzioni e in larga parte costretto a emigrare in Bangladesh dai militari.