Figlia di Totò Riina rinviata a giudizio per frode informatica

Maria Concetta Riina, la figlia del capomafia corleonese Totò, detenuto in regime di 41 bis, ieri è stata rinviata a giudizio dal giudice del tribunale di Tricase (Lecce) Annalisa De Benedictis con l’accusa di frode informatica. Il processo inizierà a febbraio. Secondo l’accusa la donna si sarebbe impossessata di quasi duemila euro dal conto corrente

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Maria Concetta Riina, la figlia del capomafia corleonese Totò, detenuto in regime di 41 bis, ieri è stata rinviata a giudizio dal giudice del tribunale di Tricase (Lecce) Annalisa De Benedictis con l’accusa di frode informatica.

Il processo inizierà a febbraio. Secondo l’accusa la donna si sarebbe impossessata di quasi duemila euro dal conto corrente del vice parroco di Supersano, nel Basso Salento.

Denaro che sarebbe dovuto servire al sostentamento del clero della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca e che invece sarebbe stato dirottato presso una filiale delle Poste di Palermo.

Le indagini erano partite in seguito alla denuncia dello stesso religioso. Si legge su Il Tacco D’Italia:

Secondo l’ipotesi accusatoria (…) la donna avrebbe sottratto a don Luca, sacerdote di una parrocchia del Basso Salento, una cifra pari a 1.935 euro. Riina junior, infatti, avrebbe truffato la presunta vittima riuscendo “mediante raggiri e artefici” a ottenere username e password del conto utilizzato dal prete per far accreditare dall’Istituto diocesano per il sostentamento del Clero lo stipendio mensile, apri a 800 euro. Dallo stesso conto avrebbe poi eseguito un bonifico, su un altro conto corrente intestato a suo nome e aperto presso le Poste di Palermo, per una cifra vicina ai duemila euro.

La donna si è sempre detta estranea ai fatti contestati sentendosi vittima di un raggiro mentre il sacerdote si è costituito parte civile. Il primo figlio di Totò Riina, Giovanni Francesco, classe 1976, è stato condannato all’ergastolo per quattro omicidi risalenti al 1995, suo fratello Giuseppe, ne avevamo parlato, dopo essere stato scarcerato nel 2008 per decorrenza dei termini di custodia cautelare era tornato in carcere nel 2009 per finire di scontare una condanna definitiva per associazione mafiosa.

Via | Il Quotidiano di Puglia