Siracusa: il presunto “mostro di Cassibile”, Giuseppe Raeli, accusato di 5 omicidi e quattro tentati omicidi

Sono stati resi nuovi dettagli sull’arresto di Giuseppe Raeli, il presunto serial killer di Cassibile finito in manette ieri con l’accusa di aver ucciso cinque persone e di aver tentato di ucciderne altre quattro.Raeli, ne parlavamo ieri, è sposato e padre di due figli. Gli inquirenti l’hanno descritto come un uomo taciturno, ossessionato dai soldi.


Sono stati resi nuovi dettagli sull’arresto di Giuseppe Raeli, il presunto serial killer di Cassibile finito in manette ieri con l’accusa di aver ucciso cinque persone e di aver tentato di ucciderne altre quattro.

Raeli, ne parlavamo ieri, è sposato e padre di due figli. Gli inquirenti l’hanno descritto come un uomo taciturno, ossessionato dai soldi. Così ossessionato dal denaro da essere pronto ad uccidere per piccole somme.

Il serial killer uccideva anche per duecento euro. Voleva farsi giustizia da sé per chi non lo pagava dopo aver effettuato qualche lavoretto. Era ossessionato dai soldi tanto che nel suo garage c’era una cassaforte con 20mila euro e una pistola con il colpo in canna. Poteva ammazzare anche per un piccolo credito. Da parte nostra c’è l’assoluta serenità di aver individuato con certezza il soggetto indicato come il “mostro di Cassibile”.

L’assassino ha ucciso le sue vittime a colpi di fucile calibro 12, arma non ancora ritrovata tra i vari fucili in possesso di Raeli. Le ricerche, però, sono ancora in corso.

Nelle prossime ore le autorità passeranno al setaccio due appezzamenti di terreno che si trovano adiacenti all’abitazione di Raeli.

Ma non ci sono dubbi, secondo gli inquirenti, che l’assassino sia proprio Raeli:

all’interno del garage di proprietà di Raeli sequestrano, quello che in gergo poliziesco viene definito “materiale interessante”. In quel locale – bunker adiacente alla villetta dove abita il serial killer, e dove l’uomo fa il tiro a segno con le armi, vengono sequestrati passamontagna, guanti in lattice e delle cartucce, che poi, all’esame balistico del Ris, sono dello stesso tipo di quelle utilizzate dal “mostro” per seminare il terrore nella piccola comunità di cinquemila anime.

E se il movente è stato indicato come collegato al denaro, il modus operandi è ben descritto da La Stampa:

Tendeva alle sue vittime delle trappole costringendole a venire allo scoperto per diventare comodi bersagli: tronchi o grossi massi lungo la strada per fermare le auto; cancelli chiusi con filo di nylon in modo da obbligare l’obiettivo a uscire dall’abitacolo. Sparava da dietro muretti o fitte sterpaglie per non essere visto e potere poi fuggire a piedi nelle campagne che conosceva benissimo: quelle in cui lavorava per creare la sua ‘roba’.

Ultime notizie su Inchieste e processi

Tutto su Inchieste e processi →