Treviso: Daniela Vidoni strangolata nella sua abitazione. Parla il suo ex compagno, Romeo Pavan

Proseguono le indagini sull’omicidio di Daniela Vidoni, la 49enne strangolata giovedì nella sua abitazione di Treviso.Per le 24 ore successiva al ritrovamento del corpo, il principale sospettato è stato il suo ex fidanzato, Romeo Pavan, 59 anni, messo sotto torchio dagli inquirenti e infine scagionato.Dell’assassino, al momento, nessuna traccia. Pavan, intervistato dal Gazzettino, ha ricostruito


Proseguono le indagini sull’omicidio di Daniela Vidoni, la 49enne strangolata giovedì nella sua abitazione di Treviso.

Per le 24 ore successiva al ritrovamento del corpo, il principale sospettato è stato il suo ex fidanzato, Romeo Pavan, 59 anni, messo sotto torchio dagli inquirenti e infine scagionato.

Dell’assassino, al momento, nessuna traccia. Pavan, intervistato dal Gazzettino, ha ricostruito il suo ultimo incontro con Daniela:

Mercoledì mattina. Dovevo consegnare due sedie appena riparate a una famiglia di via Montegrappa. Non ho più l’Ape da qualche tempo e le tenevo nel magazzino di Daniela. Alle otto l’ho chiamata chiedendole se mi accompagnava per la consegna. È venuta a prendermi, le avevo anche preparato il caffè, ma non l’ha bevuto perché era bollente e perché aveva fretta. Diceva di dover fare delle commissioni. Così siamo andati a fare la consegna. Alle 9,20 eravamo di ritorno. Ci siamo salutati rimanendo d’accordo di sentirci nel pomeriggio verso le 16,30-16,40.

L’ho chiamata, il telefonino squillava a vuoto. Ho provato ancora: niente. Sono anche andato sotto casa sua e ho visto l’auto parcheggiata. Sono passato al bar Rok, ma non c’era. Ho riprovato a chiamare altre volte. L’ultima alle 21,40 ma senza mai avere risposta. Anche il giorno in cui hanno trovato il corpo ho provato a chiamarla. Sapevo che, in genere, tornava dal lavoro verso le 14,30. Quindi, circa alle 15, sono tornato davanti il suo condominio e ho suonato il campanello. Ho chiesto a un vicino ma nessuno sapeva niente. Poi ho notato che la sua auto non c’era più. Allora sono rientrato a casa. Dopo le 17,30 ho ricevuto una telefonata: erano i vigili del fuoco che mi chiedevano di tornare nel condominio di Daniela. Volevano le chiavi per entrare nel suo appartamento. Io sono andato ma le chiavi non le ho: quando quattro mesi fa ci siamo lasciati le ho restituite. Ho tenuto solo quelle del magazzino dove, col permesso di Daniela, avevo alcune cose.

Con l’occasione, Pavan ha tracciato un profilo della sua ex compagna:

Lei è sempre stata una persona riservata ma gentile. Ci sentivamo ancora. Ogni tanto ci vedevamo. Lei amava scherzare. Tutto questo mi sta facendo scoppiare il cuore. Siamo stati insieme tre anni e ho anche vissuto da lei. Ci siamo conosciuti al bar Rok. Un pomeriggio lei giocava alle macchinette e le ho chiesto se abitava da quelle parti. Abbiamo cominciato a parlare e a conoscerci. Era ben voluta da tutti.

Una pista, secondo gli inquirenti, si sta facendo strada in queste ore. Pare che Daniela amasse giocare al video-poker e che mercoledì mattina avesse vinto qualcosa. L’hanno vista insieme ad un uomo scuro di carnagione e di corporatura robusta.

A questo proposito, Pavan ha dichiarato:

Non penso che frequentasse altri. Però se qualcuno voleva dei soldi da lei poteva darle due sberle. Non ucciderla in quel modo. Una cosa tremenda. Ieri quando in questura mi hanno detto che potevo tornarmene a casa, mi sono fatto la strada a piedi, sotto la pioggia. Arrivato sulla porta mi sono quasi mancate le forze, ho iniziato a piangere come un bambino. Mi ha chiamato mia sorella e mio nipote per consolarmi. Non ho niente da nascondere. Le volevo bene. Mi hanno anche dipinto come uno a cui piace alzare il gomito ma è molto tempo che bevo solo acqua. Oggi ho incontrato tanta gente che mi ha fatto coraggio. Qui mi conoscono tutti.

Le indagini continuano.

Via | Il Gazzettino

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