Camorra: arrestato il latitante Rosario Esposito

In una distinta operazione i carabinieri sempre questa mattina hanno tratto in arresto per omicidio il 20enne Vincenzo Licciardi, nipote del boss Gennaro.

di remar

Fine della latitanza per il presunto boss della camorra Rosario Esposito, 45 anni e alla macchia da quatto. L’uomo è ritenuto dagli investigatori un affiliato di spicco della fazione Bidognetti del clan dei Casalesi nella quale sarebbe transitato dopo essere stato nei ranghi del clan Giuliano-Stolder di Napoli. I carabinieri lo hanno arrestato questa mattina nel capoluogo di regione notificandogli i quattro mandati di arresto che lo riguardano.

Per Esposito si aprono così le porte del carcere dove deve scontare 22 anni in tutto per associazione di tipo mafioso e altri reati connessi agli stupefacenti. Per gli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia partenopea il boss avrebbe anche fatto parte del gruppo di fuoco che il 6 settembre del 2002 assassinò e bruciò Nicola di Maio che, secondo le successive indagini, aveva avuto l’ardire di insultare un boss.

La cattura di Esposito è avvenuta all’alba di oggi in un edificio del popoloso Rione sanità, il suo ultimo rifugio. Dall’inizio dell’anno sono 11 i latitanti di camorra assicurati alla giustizia, grazie al certosino lavoro d’indagine dei carabinieri del comando provinciale di Napoli.

E in una distinta operazione i carabinieri sempre questa mattina hanno tratto in arresto con l’accusa di omicidio il 20enne Vincenzo Licciardi: lui e il fratello sono ritenuti responsabili dell’uccisione, a metà febbraio, di un giovane domenicano di 25 anni, accoltellato a morte dopo una lite scoppiata in un locale notturno, a Napoli. Vincenzo Licciardi è figlio di Pietro e nipote di Gennaro Licciardi, alias ‘a Scigna, considerato uno dei boss storici dell’area nord di Napoli.

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