Omicidio Sarah Scazzi: secondo il Tribunale del Riesame Sabrina Misseri potrebbe uccidere di nuovo

Ritiene il Collegio che, dall’analisi delle specifiche modalità e circostanze dei fatti e della personalità della ricorrente desunta dai gravissimi comportamenti inerenti al fatto de quo, emerge il concreto ed attuale pericolo che costei commetta delitti della stessa specie di quello per cui si procede. In tema di esigenza cautelare costituita dal pericolo di reiterazione


Ritiene il Collegio che, dall’analisi delle specifiche modalità e circostanze dei fatti e della personalità della ricorrente desunta dai gravissimi comportamenti inerenti al fatto de quo, emerge il concreto ed attuale pericolo che costei commetta delitti della stessa specie di quello per cui si procede. In tema di esigenza cautelare costituita dal pericolo di reiterazione di reati della stessa indole, poiché la pericolosità dell’indagato deve risultare congiuntamente dalle specifiche modalità del fatto e dalla sua personalità, desunta da comportamenti o atti concreti o dai suoi precedenti penali, è legittima l’attribuzione alle medesime modalità e circostanze del fatto di una duplice valenza, sia sotto il profilo della valutazione della gravità del fatto, sia sotto il profilo dell’apprezzamento della capacità a delinquere.

Il testo qui sopra è tratto dalle motivazioni integrali del Tribunale Del Riesame, che lo scorso 13 novembre ha rigettato la richiesta di scarcerazione di Sabrina Misseri, accusata di concorso nell’omicidio della cugina Sarah Scazzi.

Ne abbiamo parlato anche ieri: Sabrina, nel documento, viene definita “abile e scaltra nel depistare“, “sleale“, “traditrice della fiducia di Sarah“.

Secondo il Riesame la Misseri ha ucciso “sotto la spinta immediata del rancore giunto al culmine nel corso di un ennesimo litigio“. Il motivo: la gelosia verso Ivano, del quale lei è “fortemente ossessionata“.

Nel documento, che potete leggere per intero a questo indirizzo, relativamente al rapporto tra Sabrina ed Ivano si legge:

La forte attrazione nutrita dalla Misseri per il Russo e il conseguente sentimento di gelosia provato, che vedeva coinvolta la vittima, è desumibile innanzitutto da alcuni dati oggettivi. Nel dettaglio:
– il foglio di computisteria manoscritto dalla Scazzi e datato 26.8.2010 («oggi o avuto il dolce risveglio con il trapano, ieri sera poi sono uscita un po’ con Sabrina e la sua amica Mariangela, siamo andate in birreria x una red bull veloce, poi siamo tornate a casa e Sabrina come al solito si è arrabbiata xk dice ke quando c’è Ivano sto smp con lui, e ti credo almeno lui mi coccola a differenza sua, potexi avere 1 fidanzato così! mah vabbe tanto ci sono abituata…»);
– la pagina del diario con lucchetto, datata 28.7.2010, prodotta dai PP.MM. all’udienza dell’11.11.2010 sulla cui riconducibilità alla vittima non vi è alcun dubbio in quanto tale agenda è stata espressamente citata dalla Serrano Spagnolo nel corso delle s.i.t. del 28.10.2010, pag. 5 («…ciao mi chiamo Sarah, in questo periodo sono molto legata ad 1 ragazzo che ha 27 anni, io ne ho solo 15 ma lui è dolcissimo con me e mi coccola sempre, si chiama Ivano, e lui piace anche a mia cugina Sabrina ma io non capisco se mi piace o se gli voglio solo bene come 1 amico…»);
– l’altra pagina del medesimo diario, datata 30.7.2010 e sempre manoscritta dalla vittima («ciao, ieri ivano mi a coccolato…gli voglio tanto bene…xò stasera non lo vedo uffa…»).
Tali elementi vanno letti in unione al comportamento della Misseri la quale, sempre secondo quanto riferito dalla Serrano Spagnolo (medesime s.i.t.), venuta a sapere dell’esistenza di questo diario (altri ne erano stati sequestrati in precedenza), aveva detto alla zia che era necessario aprirlo. Dopo avere sfogliato le prime pagine, l’attenzione della ricorrente era stata catturata proprio dal pensiero del 28.7.2010. La Serrano Spagnolo aveva quindi detto alla nipote che la figlia, sebbene non lo riconoscesse, aveva un interresse affettivo proprio per il Russo. Sabrina, quindi, con una risata sarcastica aveva prima affermato «e poverina ma lo ha detto che era confusa» e poi invitato la zia a non mostrarlo a nessuno accampando la motivazione che, diversamente, il Russo avrebbe avuto problemi con i Carabinieri.

E, ancora:

In sostanza la figura di Ivano per Sabrina era molto importante, addirittura era oggetto di appostamenti da parte di Sabrina, insieme Mariangela e Sarah per verificare quando usciva e dove andava, per Sabrina era quasi un’ossessione… […] La Scazzi era una ragazzina (la differenza d’età con la Misseri è importante, 7 anni) che la cugina aveva cresciuto frequentando la vittima la casa dei Misseri sin dalle scuole elementari. Questo contesto di normalità è mutato allorché Sarah da bambina da coccolare era diventata una rivale da controllare.

In quelle 54 pagine i giudici parlano anche di Cosima, madre di Sabrina e moglie di Michele:

La presenza di Serrano Cosima all’interno dell’abitazione la mattina del 26 agosto (costei ha sempre negato questa circostanza affermando di essere andata a lavorare nei campi e di essere rientrata per l’ora di pranzo, dopo le 13) è confermata oggettivamente dall’acquisizione di documentazione bancaria da cui risulta che costei, alle ore 12.18, aveva effettuato il versamento di due assegni bancari sul proprio conto corrente acceso presso la Banca di Credito Cooperativo di Avetrana.

Perchè avrebbe mentito così spudoratamente? Questo è solo un altro dei punti oscuri di questo delitto.

Nonostante questa evidente bugia, però, Cosima non è mai stata tirata in ballo da nessuno dei due familiari attualmente in carcere.

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