Omicidio Gianguerino Cafasso: ai domiciliari il maresciallo Nicola Testini, la Procura fa ricorso contro la decisione del Gip

A Nicola Testini, maresciallo arrestato insieme ai carabinieri Luciano Simeone e Carlo Tagliente in relazione all’omicidio di Gianguerino Cafasso, il pusher dei viados coinvolto nello scandalo Marrazzo, sono stati concessi gli arresti domiciliari.A deciderlo è stato gip del tribunale di Roma, secondo il quale non ci sono elementi per sostenere che il militare abbia volontariamente


A Nicola Testini, maresciallo arrestato insieme ai carabinieri Luciano Simeone e Carlo Tagliente in relazione all’omicidio di Gianguerino Cafasso, il pusher dei viados coinvolto nello scandalo Marrazzo, sono stati concessi gli arresti domiciliari.

A deciderlo è stato gip del tribunale di Roma, secondo il quale non ci sono elementi per sostenere che il militare abbia volontariamente ucciso lo spacciatore dei transessuali della Cassia, trovato morto il 12 settembre scorso in una stanza d’albergo alla periferia di Roma.

Per il gip Renato Laviola Cafasso sarebbe morto a causa dell’aritmia cardiaca di cui soffriva e non per la droga che gli sarebbe stata ceduta da Testini.

L’accusa di omicidio volontario viene a cadere per mancanza di indizi, ma resta valida l’accusa di tentata estorsione all’ex presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, sorpreso in casa del trans Natali in via Gradoli 96.

La Procura della Repubblica di Roma, però, non è d’accordo ed ha fatto sapere che impugnera’ davanti al Tribunale del Riesame il provvedimento del gip Laviola.

Le conclusioni del perito Giovanni Arcudi, secondo la Procura, non hanno cambiato il quadro accusatorio e resta valida perciò l’intenzione del pubblico ministero di chiedere per Testini e per gli altri due carabinieri il giudizio immediato.

Questo il commento del difensore di Testini, Valerio Spigarelli:

Abbiamo dovuto aspettare sette mesi per giungere alle stesse conclusioni cui i nostri esperti erano arrivati nell’aprile scorso, ossia che Cafasso non è morto per l’assunzione di droga, quando avevamo discusso della scarcerazione del mio assistito davanti al Tribunale del Riesame. Gli accertamenti della procura sono erronei sia sotto il profilo tecnico, avendo sostenuto che è morto a seguito dell’assunzione di droga datagli da Testini, sia sotto quella della corrispondenza alla realtà per quanto riguarda gli accertamenti tecnici svolti in sede di autopsia in merito a un presunto esame di organi che in realtà non sarebbe mai avvenuto.

Via | Il Tempo

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