Lecce, aste giudiziarie truccate: 11 arresti nell’operazione Canasta

Aste giudiziarie truccate e infiltrazioni nel settore da parte della criminalità organizzata di stampo mafioso.È quanto è emerso dalle indagini della Guardia di Finanza di Lecce che oggi ha eseguito 11 ordinanze di custodia cautelare, richieste dalla locale Dda, per le accuse, contestate a vario titolo, di estorsione, turbata libertà degli incanti, abuso d’ufficio, peculato,

di remar


Aste giudiziarie truccate e infiltrazioni nel settore da parte della criminalità organizzata di stampo mafioso.

È quanto è emerso dalle indagini della Guardia di Finanza di Lecce che oggi ha eseguito 11 ordinanze di custodia cautelare, richieste dalla locale Dda, per le accuse, contestate a vario titolo, di estorsione, turbata libertà degli incanti, abuso d’ufficio, peculato, corruzione, falsità materiale ed ideologica.

Un vero e proprio sistema di collusioni interessate quello che sarebbe stato svelato dall’attività investigativa che ha riguardato professionisti, pubblici dipendenti, faccendieri e persone ritenute legate alle cosche salentine. Gli indagati nell’ambito dell’inchiesta sono in tutto 40.

L’operazione, denominata Canasta, ha seguito due direttrici principali: quello della vendita di beni mobili, che ha visto come protagonisti gli organi direzionali di una società della provincia operante nel settore accusati di avere ripetutamente turbato il libero svolgimento delle procedure esecutive mobiliari attraverso una gestione arbitraria ed impropria degli asporti dei beni pignorati e delle relative procedure di vendita.

L’altro filone è quello che riconduce alla vendita di beni immobili, ai rapporti con la criminalità organizzata di tipo mafioso, alla produzione di documenti falsi e alla “risoluzione” delle problematiche legate a posizioni debitorie con l’Ente di riscossione preposto, che, informano le Fiamme Gialle, ha visto quale soggetto principale un faccendiere della provincia.

Dotato di “straordinarie capacità relazionali” l’uomo sarebbe entrato in contatto con una moltitudine di soggetti ben inseriti nel tessuto sociale, istituzionale ed economico salentino e successivamente, attraverso le proprie conoscenze personali e professionali, ne avrebbe agevolato gli investimenti.

Via | Stato Quotidiano