Tasse locali: aumenti sopra il 100%. È colpa del decentramento fiscale

La tassazione locale tra il 2006 e il 2011 è aumentata dal 114% a causa del decentramento fiscale. E non è finita qui: per il 2012 previsti nuovi rincari.

di remar

Tasse locali avanti tutta. Tra il 1996 e il 2011, secondo la Cgia di Mestre,  il gettito della tassazione locale è più che raddoppiato facendo registrare un +114,4%. Ogni cittadino-contribuente nel 2011 ha ipoteticamente versato per questa categoria di imposte 1.684 euro, 102 miliardi di euro in tutto tra Irap, addizionali Irpef, bollo auto, ex Ici, oggi Imu.

E nel 2012,  sempre secondo le stime della Confederazione Generale Italiana dell’Artigianato, la situazione peggiorerà, considerando l’introduzione dell’Imu e l’aumento delle addizionali Irpef regionali e comunali. Come mai questa impennata della tassazione che va a rimpinguare le casse delle autonomie locali? Ce lo spiega chiaro Finanza Utile:

L’aumento delle tasse locali è il risultato del forte decentramento fiscale iniziato negli anni ’90. I continui tagli ai trasferimenti statali subiti dalle amministrazioni locali, hanno costretto Regioni, Comuni e Province a rivalersi sostanzialmente sui cittadini con l’introduzione di Ici, Irap e addizionali comunali e regionali Irpef che hanno fatto impennare il gettito della tassazione locale, servito a coprire le nuove funzioni e le nuove competenze trasferite alle Autonomie locali.  Non a caso, infatti, l’amministrazione centrale – sottolinea la Cgia – ha aumentato le entrate soltanto del 9% in 15 anni.

A pagare per politiche miopi, spesso dettate solo da interessi di bottega, sono insomma solo e sempre i cittadini.

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