Elisa Claps: sei impronte di scarpe nel sottotetto della Chiesa della Trinità di Potenza

Ancora dettagli sulla perizia depositata dalla paleontologa Eva Sacchi dell’Università La Sapienza nell’ambito del primo incidente probatorio sul caso dell’omicidio di Elisa Claps.Ne parlavamo qualche giorno fa a proposito del bottone rosso rinvenuto sul luogo del delitto e sui vestiti della giovane vittima. Ora l’ANSA ha pubblicato i risultati di altri test effettuati dalla Sacchi,


Ancora dettagli sulla perizia depositata dalla paleontologa Eva Sacchi dell’Università La Sapienza nell’ambito del primo incidente probatorio sul caso dell’omicidio di Elisa Claps.

Ne parlavamo qualche giorno fa a proposito del bottone rosso rinvenuto sul luogo del delitto e sui vestiti della giovane vittima. Ora l’ANSA ha pubblicato i risultati di altri test effettuati dalla Sacchi, come quelli relativi alle impronte di scarpe trovate nel sottotetto della Chiesa della Trinità di Potenza:

Sono state trovate nel sottotetto impronte parziali “impresse, conservativamente, da almeno sei differenti tipi di calzature”. Le impronte sono state confrontate con quelle delle scarpe dei tre operai che trovarono in cadavere, con quelle di un paio di scarpe trovare abbandonate lungo una scala che conduce al sottotetto e con le scarpe della vittima stessa. “Nessuna delle impronte trovate nel sottotetto – scrive il perito – è stata impressa dalle calzature di confronto”. Inoltre, “le impronte dei tre operai, che pur risultano saliti nel sottotetto, non sono state individuate”. La presenza di un sassolino nel tacco della scarpa di Elisa, compatibile con altri analoghi trovati nel sottotetto, fa ritenere verosimile al perito che la vittima sia arrivata viva nel locale e che vi abbia camminato.


E, quanto all’arrivo di Elisa Claps nel sottotetto della Chiesa, la Sacchi sostiene che:

Elisa Claps arrivò viva nel sottotetto della Chiesa della Trinità di Potenza, dove, 17 anni dopo la scomparsa, il suo cadavere è stato trovato il 17 marzo scorso; inoltre, l’assassino infierì con numerosi tagli sugli abiti della ragazza, quando era già morta o era esanime, probabilmente “con l’intento di accedere al corpo della vittima”. Verosimilmente con l’intento da parte dell’aggressore di “accedere al corpo della vittima dopo la morte”, vari tagli – ha accertato il perito Sacchi – furono praticati dall’assassino, con una forbice “di medie dimensioni” e una lama “monotagliente”, su tutti gli indumenti di Elisa Claps (ad eccezione delle spalline): il reggiseno, lo slip, il top, la maglia ed il pantalone. “Il taglio di tutti i vestiti e lo spostamento di alcuni di questi (operazioni svolte probabilmente anche rivoltando il corpo), necessitano che l’aggressore abbia continuato ad agire sul corpo stesso per un tempo relativamente lungo dopo la morte, o comunque dopo che la vittima non era più in grado di opporre una qualsiasi resistenza”.

Insomma, nuovi dettagli si aggiungono al mistero dell’omicidio di Elisa Claps, ma la soluzione continua a sembrare lontana. L’unico sospettato per l’omicidio della giovane, Daniele Restivo, si trova in carcere in Inghilterra, sotto processo per l’omicidio della sarta inglese Heather Barnett.

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