‘Ndrangheta: Domenico Giorgi di San Luca arrestato a Rivalta

È stato arrestato nella notte a Rivalta (Torino), dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, Domenico Giorgi, 28 anni. L’uomo è ritenuto dagli investigatori il responsabile dell’omicidio di Salvatore Favasuli, ucciso a Casignana (Reggio Calabria) nell’Epifania del 2005. Quel delitto riaprì di fatto la faida di San Luca: la lotta tra famiglie ‘ndraghetistiche che

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È stato arrestato nella notte a Rivalta (Torino), dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, Domenico Giorgi, 28 anni. L’uomo è ritenuto dagli investigatori il responsabile dell’omicidio di Salvatore Favasuli, ucciso a Casignana (Reggio Calabria) nell’Epifania del 2005.

Quel delitto riaprì di fatto la faida di San Luca: la lotta tra famiglie ‘ndraghetistiche che portò alla strage di Duisburg del 2007. Giorgi, pregiudicato, è considerato affiliato alle famiglie dei Giorgi alias “Boviciani” e degli Strangio alias “Jancu” attive nel territorio di San Luca.

L’omicidio Favasuli provocò la risposta della cosca avversaria: da una parte i Nirta-Strangio, dall’altra i Pelle-Vottari-Romeo.

Le ostilità proseguirono e la faida venne “esportata” nell’agosto del 2007 quando in Germania a Duisburg vennero freddati sei presunti componenti del clan Pelle-Vottari-Romeo, come risposta all’omicidio di Maria Strangio, la moglie di Giovanni Luca Nirta, ritenuto a capo dell’omonima famiglia affiliata al clan Strangio.

Maria Strangio, uccisa nel 2006 sulla porta di casa, aveva 33 anni. In questo pezzo d’archivio di Repubblica si legge dell’origine della faida.

(…) Naturalmente il sanguinoso scontro fra i clan Pelle-Vottari-Romeo e gli Strangio-Nirta nasconde anche una battaglia per il controllo del territorio. L’Aspromonte non è più terra dei sequestri (clamorosi intorno a San Luca quelli di Paul Getty Jr. e del giovane Casella, la cui madre si incatenò sulla piazza), ma la zona, molto vicina alla costa, resta un passaggio obbligato per i grandi quantitativi di droga.

(…) Quanto odio: tutto iniziò nel ’91 per una banale lite con lancio di uova a una festa di Carnevale. Due persone rimasero uccise e due ferite: Francesco Strangio aveva 20 anni, Domenico Nirta 19. Giovanni Luca Nirta e il fratello Sebastiano rimasero feriti. Una faida incomprensibile e sanguinosa, difficile districarsi perfino fra i cognomi. Ai funerali di Maria Nirta Strangio andò anche Giovanni Strangio, esponente di una cosca avversa: ci andò armato e fu bloccato e ferito dai carabinieri. Forse cercava il marito della donna uccisa.

(…) L’uccisione di Maria Strangio ha provocato la riapertura della faida, che da quel giorno ha registrato altri cinque omicidi e sei tentati omicidi. L’ultimo è accaduto il 3 agosto scorso, con l’agguato fatto contro Antonio Giorgi, ucciso a colpi di fucile mentre si trovava in un terreno di sua proprietà. Una faida che ha colpito in modo trasversale: non potendo arrivare ai capi, si cercano i parenti lontani, i collaboratori o i sicari. Una caccia all’uomo privata andata avanti per anni, che gli inquirenti non sono riusciti a bloccare. E San Luca è diventato il paese dei fantasmi: tutti nascosti o in fuga.

Via | CN24Tv

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